Che il recupero di Pescara non sarebbe stato una passeggiata di salute era piuttosto prevedibile, sopratutto alla luce dell’altalena di emozioni alla quale (nostro malgrado) siamo stati costretti ad assistere nel corso dell’ultima partita casalinga contro il Genoa. Agevole no, ma nemmeno così probitiva…

La squadra di Paulo Sousa infatti, piuttosto sterile in fase offensiva (in particolar modo nel primo tempo) senza contare le amnesie di una difesa sperimentale, vacilla nel corso della prima frazione concedendo anche il momentaneo vantaggio a Caprari.

Improduttività offensiva che passa (poco) dai piedi di Babacar. Il terminale offensivo di Sousa infatti fatica e non poco, sia per la densità portata dal pacchetto arretrato della squadra di Massimo Oddo sia per le trame di gioco che, a più riprese, hanno tagliato fuori il senegalese dalle azioni in fase d’attacco. Nell’anonima prestazione di Pescara c’è però un dato che salta agli occhi, ossia il numero di palloni toccati da Babacar: appena 8. Numero che deve indubbiamente far riflettere soprattutto perchè, complice l’assenza di Kalinic, il numero 30 ha avuto a disposizione la bellezza di 95′, cosa che almeno negli ultimi tempi è più che una rarità.

Le 8 reti già messe a segno fin qui, a fronte dello scarso minutaggio, non possono essere che una magra consolazione visto che, in assenza del 9 titolare, la Fiorentina non può avvalersi di un contributo sufficiente nè in termini di qualità nè tantomeno per quanto riguarda la quantità, escludendo così, drasticamente, un uomo chiave dalle manovre offensive. Esclusione, non certo forzata, che però, come evidenziato dalla faticosa rimonta di Pescara decisa non a caso da due conclusioni dalla distanza (infatti sono già 12 le reti messe a segno da fuori area in questa stagione), incide e non poco nell’economia del gioco della Fiorentina.

Gianmarco Biagioni