Il giornalista fiorentino Benedetto Ferrara ha scritto nell’edizione odierna de La Repubblica un pensiero su Badelj. Eccone un estratto:

“A un certo punto sembrava quasi uno scarto lussuoso, un altro addio annunciato e digerito, un giocatore utile sì, ma non così fondamentale. Milan Badelj era il vice capitano, ruolo importante, ma preso in considerazione il giusto. Te ne accorgevi quando mancava il capitano vero, quando Astori non giocava, per squalifica o infortunio. Era accaduto contro la Samp, ma sono cose a cui fai poco caso. E comunque si parlava di questo regista croato solo per dire che sì era importante, ma comunque sarebbe andato via: la Roma, il Milan, la Lazio, chissà. Si diceva un anno fa, e poi durante l’estate, quando è iniziato il grande esodo. Poi è stato Pioli a chiedergli di restare, e i due hanno fatto un patto. La Fiorentina aveva bisogno di uomini esperti. Dietro c’era Astori, davanti Thereau. In mezzo lui, il croato divoratore di libri e di film, il ragazzo che parla cinque lingue e giovedì ha letto quel pensiero dedicato dalla squadra al capitano che se n’è andato via. Lo ha scritto tra le lacrime, confrontandosi con gli altri. In quelle ore confuse e disperate Milan Badelj ha capito che toccava a lui. La fascia al braccio, il ruolo di leader di un gruppo alla ricerca di qualcosa che è difficile da immaginare. È un regista navigato, un croato atipico, così dicono, perché evita di chiudersi nel gruppetto dei connazionali. No, Badelj è uno che lega con tutti, e un po’ capitano lo è davvero da tempo, perché se qualcuno arriva in ritardo lo rimprovera, perché se deve dare un consiglio a un ragazzo cerca sempre di dare una mano. C’è chi dice che forse non è giusto dare la fascia a uno che forse se ne andrà Ma invece è giusto che il vice capitano si prenda questa responsabilità in un momento difficilissimo”