Atta: "Quest’anno abbiamo tanti giocatori forti in squadra. Grosso? Vuole giocare e guardare avanti"
Le parole di Atta alla presentazione con la maglia della Fiorentina. Il calciatore è costato 25 milioni più bonus per il 70% del cartellino"
Essere la punta di diamante di un mercato ambizioso, in una piazza passionale ed esigente, e non sentirne minimamente la pressione. In sintesi: Arthur Atta. «Sento solo orgoglio per la fiducia riposta in me», ha detto il neo centrocampista viola ieri in conferenza stampa. Leggiadria e personalità in campo, ma anche davanti ai microfoni, con un italiano più che fluente utilizzato senza remore. Il centrocampista francese classe 2003, arrivato dall’Udinese per 25 milioni più bonus per il 70% del cartellino, ha già deliziato tutti. Eppure gli allenamenti non sono che una manciata, ma un talento cristallino non ha bisogno di alcun’attesa per palesarsi. Le letture, le giocate a non più di due tocchi, i gol nelle partitelle. I piedi (e i tempi) di Atta parlano per lui, anche nello stretto. Ma il giocatore, anche a parole, non si nasconde. «Il direttore Paratici e Grosso vogliono far crescere la Fiorentina, e parlando con loro ho capito che Firenze, con i suoi tifosi appassionati, fosse il posto giusto per me».
Giusto, sì, più delle sirene della Premier League e delle big d’Italia. Se da un lato il mercato in corso ha reso nuovamente la Fiorentina realtà più che mai appetibile e appetita, dall’altro ha certificato la gradualità dei passi portati avanti da Atta. Cresciuto nel Rennes, il giocatore è arrivato in massima serie solo a 20 anni, con il Metz, retrocedendo subito in Ligue 2. «Sono ancora agli inizi e devo migliorare tanto», ha ribadito il francese, ricordando i primi vagiti nel calcio dei grandi. Poi il primo anno a Udine: zero gol, una continuità tattica tutta da costruire e sole 12 partite di A dall’inizio. La scorsa stagione invece è stata quella dell’esplosione. Con cinque gol e quattro assist in campionato e giocate sempre più continue e raffinate. Un passo alla volta, ma sempre in avanti, come quelli che lasciano un segno nella retina di chi guarda. «Questo salto di qualità mi aiuterà ad essere ancora più forte. In Italia ho migliorato la tenuta fisica e ho imparato ad assumermi certe responsabilità — ha aggiunto — come i dribbling per trovare soluzioni».
Già, i dribbling. In un campionato come il nostro, avaro di giocatori in grado di saltare l’uomo o spezzare il raddoppio, Atta appare — anche a livello statistico — una totale anomalia. Il francese ha chiuso l’ultimo campionato al quarto posto per dribbling tentati (121) e dribbling riusciti (62), alle spalle solo di Yildiz, Palestra e Nico Paz e senza altri centrocampisti nelle posizioni di vertice: per trovarli bisogna scendere sotto il 25esimo posto. Questa, insomma, è una delle conseguenze di una storia che ha visto Atta, a livello giovanile, destreggiarsi anche in ruoli ben più offensivi.
Non per caso, come a unire il suo passato e il suo presente, i suoi idoli sono Cristiano Ronaldo e Pogba. Sul piano tattico Atta ha spiegato: «Il ruolo di mezzala sinistra è il mio preferito. E il 4-3-3 mi aiuterà perché lo conosco da sempre». Un abito giusto per colmare una delle (poche) lacune: la continuità in fase offensiva, visto che le nove partecipazioni dello scorso campionato sono arrivate in sole cinque partite. «Quest’anno abbiamo tanti giocatori forti in squadra e sarò ancora di più nelle zone in cui sarà facile segnare e avere più spazi. Spero di poter segnare con più continuità: lavorerò per questo negli allenamenti». Il feeling con Grosso nel frattempo sembra già scattato: «Ho ancora in testa le sue parole. È un allenatore italiano, sì, ma diverso da tanti, perché ha una volontà chiara di giocare e guardare avanti».
Firenze, insomma, non vede l’ora di poter ammirare Atta anche nelle amichevoli, in un lungo ma trepidante percorso di avvicinamento verso i primi impegni ufficiali.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino