Atta esalta Fagioli: "Sono bastati tre allenamenti, lui vede passaggi che soltanto lui vede. Nicolò è forte"
Queste le parole di Atta in conferenza dove esalta il compagno di reparto Nicolò Fagioli. Durante la conferenza ha poi "chiesto" il numero di maglia 14.
S e Arthur Atta gioca come sta al mondo, la Fiorentina è a posto. Perché, sì, il francese è il colpo del mercato di un club che si è messo strane idee in testa e quello conta, ma facce pulite, belle parole e modi appropriati fanno sempre bene in questi tempi rudi e sguaiati. «C’erano altre squadre che mi seguivano, ma ho voluto fortemente la Fiorentina». I tifosi viola sono entusiasti dell’arrivo del ventitreenne francese, poi come sempre sarà il campo a dire se i venticinque milioni per prenderlo dall’Udinese (al 70 per cento in una formula che lascia il trenta ai friulani) sono stati spesi bene: e Atta è molto altro del manifesto con cui si è presentato con tutta l’umiltà possibile.
GOL E ASSIST. «Dopo aver parlato con Paratici e Grosso - ha aggiunto - e aver sentito da loro che vogliono far crescere la Fiorentina, ho subito capito che Firenze con i suoi tifosi appassionati era il posto giusto per me e mi sono detto che dovevo fare assolutamente questa scelta. Ringrazio la famiglia Commisso, Ferrari, Paratici e Goretti per la fiducia che mi è stata concessa: adesso sta a me meritarla e ripagarla. Non sento la pressione delle aspettative e provo invece tanto orgoglio: sono pronto e non vedo l’ora di iniziare». Ha già iniziato e ad Atta sono bastati tre-allenamenti-tre per far stropicciare gli occhi per la naturalezza con cui mette in pratica le sue grandi qualità tecnico-atletiche. «Il salto di qualità mi aiuterà a crescere avendo ancora tanto da imparare: la scorsa stagione è stata una buona stagione per me, ma posso fare meglio e l’ho detto al nostro allenatore che proverò a segnare gol e a servire assist per aiutare la squadra. Questo è quello che voglio più di tutto».
FAGIOLI VISIONARIO. Da un punto preciso del campo, un punto di partenza in tutti i sensi. «Mezzala sinistra è il mio ruolo preferito, ma gioco dove vuole Grosso e se un giorno cambierà idea io mi adatterò». A proposito di Grosso. «Mi ha fatto un’ottima impressione e ho apprezzato tantissimo le parole che mi ha riservato. Ha l’ambizione di giocare in avanti con un calcio sempre di movimento: è un tecnico italiano, ma non gioca come tanti altri tecnici italiani, anche per questo mi fa molto piacere essere alla Fiorentina, nella sua squadra. Sarò ancora più nel cuore dell’azione e potrò incrementare gol e assist: mi allenerò duramente per questo». Sapendo di poter contare su compagni con cui parla la stessa lingua. «Tre allenamenti mi sono bastati per capire che Fagioli, con semplicità e senza paura di tenere il pallone, vede passaggi che soltanto lui vede. Nicolò è davvero forte, ma di calciatori bravi ne abbiamo tanti in ogni ruolo e sono felice di essere qui e far parte di questo gruppo. Vogliamo fare bene, però non abbiamo un obiettivo. Anzi, uno c’è: lavorare insieme e crescere, seguendo che cosa ci chiede Grosso».
Ricordati Cristiano Ronaldo e Pogba come idoli, Atta timidamente e sottovoce ha “perfino” una richiesta da fare. «A Udine avevo il 14 sulla maglia e vorrei averlo anche a Firenze». Nessuno glielo negherà.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport