Si narra che tanti anni fa, in un mondo che non esiste più, ovvero quello dell’America del 1600, alcune tribù indiane credessero che i loro morti si reincarnassero in animali. Leggende, eresie, o almeno così dissero gli europei che spazzarono via quei popoli con le armi. Gli stessi europei che oggi si chiamano americani e che continuano con le armi a “esportare pace” nel mondo. La verità è che gli indiani d’america erano un popolo straordinario, che viveva in simbiosi con la natura, e in perfetto equilibrio con l’ambiente circostante. Non staremo però qui ad elencare le conoscenze e le abilità delle tribù native americane, vi basterà sapere che, qualcosa, avevano capito.

Non si tratta neanche di conoscere con certezza se veramente le anime dei nostri cari vadano in Paradiso, o semplicemente si reincarnino in altri elementi, qui entra in gioco il concetto di Fede. Ciò che vorremmo raccontare oggi, è un piccolo episodio che ci ha scaldato il cuore e che, speriamo, possa regalarvi un’emozione. All’arrivo di Davide Astori in Piazza Santa Croce, infatti, un piccione, posato sulla spalla della statua di Dante, ha assistito alla cerimonia, nonostante il frastuono e i rumori che solitamente fanno fuggire gli animali. Tra le voci che si sono levate, quella di un bambino, pura, senza pregiudizi: “E’ Davide, è il Capitano”.

Già, per un secondo vorremmo mettere da parte la religione, come hanno fatto gli italiani appassionati di sport davanti a questa disgrazia, Juventini, Milanisti, Interisti, tutti insieme, al di là di credenze e colori. Vogliamo credere che Astori sia stato lì, a guardarci, belli, uniti, come dovremmo essere sempre. Davide, sulla spalla di Dante, ha sorriso a un mondo che non si vede quasi mai, purtroppo, ma che egli ha saputo unire in un abbraccio unico.

Gli indiani avrebbero detto “òwanzila”, ovvero “Tutti insieme come un solo uomo”, “òwanzila”  come lo siamo stati nel ricordo di Astori, che non dimenticheremo mai, e che tramanderemo alle future generazioni, soprattutto per quello che ci ha insegnato.

Che il vento possa soffiarti sempre a favore Davide, e che il tuo volo possa essere sempre leggero e senza ostacoli.

Ci mancherai,

Tommaso Fragassi

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