Antognoni: "La mia vita è sempre stata da 10, ho l'affetto di tutta Firenze. Centenario? La scelta è stata fatta"

Le parole di Giancarlo Antognoni alla presentazione della sua autobiografia "Una vita da dieci. La mia storia tra la Viola e l'Azzurro"

29 giugno 2026 19:14
Antognoni: "La mia vita è sempre stata da 10, ho l'affetto di tutta Firenze. Centenario? La scelta è stata fatta" -
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Al Teatro Giunti Odeon di Firenze, Giancarlo Antognoni presenta la sua autobiografia, scritta con il supporto di Luca Calamai “Una vita da dieci. La mia storia tra la Viola e l'Azzurro.

Ecco le parole della bandiera della Fiorentina durante la presentazione del libro:

Il suo stile di vita:
"Ho avuto la fortuna di avere una bella vita. Il 10 è stato il mio numero di maglia, ma anche la mia vita quotidiana è stata sempre da dieci. A parte da adolescente, quando era una vita diversa. Ma da quando sono arrivato a Firenze a 18 anni è iniziata la mia vita normale, tra amici e famiglia, che racconto in questo libro".

Sul suo percorso:
"Sono orgoglioso della carriera che ho fatto che ho ottenuto con le mie forze. Vengo da una casa di campagna, da lì si deduce come mi sono costruito. Oggi ricevo tanti attestati di simpatia e affetto. Sono sempre rimasto a Firenze da calciatore, i fiorentini mi giudicano per la fedeltà che ho dimostrato in tutti questi anni".

Sul rapporto con la Nazionale:
"Due fasi della vita che da calciatore mi hanno permesso di migliorare. Anche a livello familiare. Mi sono sposato giovanissimo, a 23 anni, poi sono arrivati due figli. Il titolo del libro secondo me è molto appropriato. Come mi diceva Furio Valcareggi, quando mi alzo la mattina è sempre da dieci. Ho l'affetto di tutta una città, ma non solo. Anche fuori Firenze. Si vede che ho seminato qualcosa che mi ha concesso questa situazione".

Sul Centenario:
"Difficilmente cambio idea io. Ho sempre fatto delle scelte e sono rimasto della mia idea, anche sulle scelte personali e di carriera. A volte anche sbagliando, nessuno è infallibile. In questo caso la scelta è già stata fatta. Ho notato l'affetto dei tifosi, che giustamente mi vorrebbero al Centenario. Però è un po' difficile che possa avvenire. Una porta aperta? Devo essere apposto con la mia coscienza".

Sulla carenza dei 10:
"Non si sono estinti, è cambiata la metodologia del calcio. Oggi è più fisico, i fantasisti soffrono molto. Spesso gli allenatori preferiscono la quantità alla qualità. Lo abbiamo visto anche ai Mondiali: nove squadre africane ai sedicesimi di finale. Sono forti fisicamente, anche tecnicamente sono bravi. Ma questo è un sintomo che il giocatore tecnico sta andando un po' a scomparire.

Sulla favorita ai Mondiali:
"Avevo già detto dall'inizio la Francia. Poi la Spagna, l'Argentina e il Brasile".

Su Liberali:
"È un giocatore tecnico, è un 10. Ha fatto molto bene a Catanzaro, Aquilani l'ha valorizzato. Questi giocatori stanno bene da tutte le parti"

Su Koleosho
"È un giocatore interessante. È nell'Under 21, vuol dire che è bravo".