Antognoni: "1982 quasi irripetibile. Sfioraì lo scudetto con la Fiorentina e vinsi il Mondiale"

Giancarlo Antognoni, sempre intervistato da La Nazione, parla del 1982, degli infortuni e dei compagni del mondiale vinto in Spagna.

29 giugno 2026 10:55
Antognoni: "1982 quasi irripetibile. Sfioraì lo scudetto con la Fiorentina e vinsi il Mondiale" -
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Un 1982 quasi irripetibile... «Sì, sfiorammo lo scudetto con la Fiorentina, e vinsi la Coppa del Mondo, che emozione»

Con gli infortuni ancora una volta a toglierle il sorriso, ma non la voglia di tornare. «Ne ho avuti purtroppo tanti. Lo scontro con Martina il più grave, ma breve. La frattura alla gamba mi ’rubò’ quasi due anni. Non è stato facile tornare, a 30 anni, ma la spinta è stata la gente di Firenze che mi rivoleva in campo. Con le tecniche chirurgiche di adesso sarebbe andato tutto in modo diverso».

Il Mondiale dell’82 è stato il momento più alto delle sua carriera in azzurro... «Un gruppo straordinario, e legami fraterni come quello con Paolo Rossi, ma anche Gaetano Scirea che non si sono più, ma anche Tardelli e ovviamente Ciccio (Graziani, ndr) che è diventato mio compagno nella Fiorentina. E poi Bearzot».

Già, il ’Vecio’, come era stato soprannominato. Uno degli allenatori che le hanno cambiato la vita sportiva. «Mi ha dato fiducia, difeso e tutelato; come Liedholm che mi fece esordire in serie A (1972, ndr), ma anche Bernardini il primo a convocarmi in azzurro (1974, ndr). E poi De Sisti con il quale ho anche diviso il campo. Una persona speciale, sapeva gestirmi e conosceva i miei pregi e i miei difetti».

Nella sua carriera tanti sono stati anche i compagni. Con chi ha legato di più? «Con gli azzurri dell’82 ci teniamo in contatto con la chat che abbiamo. Vedo spesso tutti quelli che sono rimasti a vivere qui o che capitano spesso, come ad esempio Ciccio e Moreno Rocci con il quale ho iniziato a giocare qui. Perché a Firenze, anche se abiti fuori, non puoi fare a meno di tornare...».

Lo riporta stamattina in edicola La Nazione