Nove presenze per un totale di 755 minuti giocati, Marcos Alonso è ufficialmente un titolarissimo del Chelsea, capolista della Premier League e fresco di vittoria contro il Manchester City. Il terzino spagnolo oggi ha disputato una partita di alto livello, con molti palloni recuperati e, addirittura, l’assist per il gol di Hazard che ha chiuso la partita.

A dire il vero, non è la prima volta che Alonso offre un’ottima prestazione, sono già due, infatti, gli assist collezionati in Inghilterra, impreziositi da un gol. Non solo titolare, dunque, l’ex viola è anche uno dei giocatori chiave di Antonio Conte che, dopo la vittoria di oggi, si candida alla corsa per il titolo.

In pochi si sarebbero aspettati un epilogo del genere, Alonso infatti non sembrava destinato a diventare un punto fermo del Chelsea, squadra che già ad agosto puntava a grandi obiettivi. Con Paulo Sousa, infatti, lo spagnolo non aveva mai convinto appieno, tant’è che la sua cessione nella fase finale del calciomercato non aveva suscitato grandi critiche.

Eppure oggi una domanda sorge spontanea: perché con Antonio Conte Alonso sembra un altro giocatore? Più energico, resistente, intelligente, utile. La Premier League è un campionato di tutto rispetto, quindi è da escludere che questo miglioramento sia dovuto all’abbassamento del livello generale degli avversari. Scarsa motivazione? Stipendio troppo basso? Allenatore scarso? Difficile dare una risposta certa, l’unica cosa tangibile in questo momento è il sapore amaro nella bocca di un tifoso viola che guarda una partita del Chelsea, pensando inoltre che i soldi ricavati dalla cessione di Alonso non sono stati neanche reinvestiti e, probabilmente, mai lo saranno.

Tommaso Fragassi

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