Al Teatro Niccolini «Solo per la maglia», una serata speciale che rientra tra i festeggiamenti del centenario
Una serata con tanti ex volti della Fiorentina. Cesare Prandelli tra i protagonisti più attesi. Antognoni mancava per impegni personali.
Una serata speciale per festeggiare i cento anni di storia della Fiorentina, dai toni romantici, con un nome iconico: «Solo per la maglia». È così che è stato chiamato l’evento dedicato al centenario della Fiorentina, organizzato dal Consiglio regionale della Toscana e nello specifico dalla sua Presidente Stefania Saccardi, che si è tenuto al Teatro Niccolini e al quale sono intervenuti tanti ex viola. «Questa serata non vuole celebrare solo i campioni della Fiorentina — ha detto Saccardi — ma vuole soprattutto premiare l’attaccamento alla città. In un tempo dove si pensa solo ai soldi e al successo, vogliamo premiare e ricordare chi ha fatto una scelta di cuore».
La serata è stata celebrata attraverso racconti, immagini di partite che hanno fatto emozionare generazioni di tifosi, filmati d’epoca attraverso la presenza di tantissimi protagonisti che hanno scritto pagine indelebili della squadra. Tra i protagonisti più attesi, Cesare Prandelli, che ha (quasi) raccolto l’eredità di Emiliano Mondonico sulla panchina viola: «Quando ho firmato con la Fiorentina — ha detto — la prima telefonata è stata del Mondo, grande tifoso viola, l’ho visto piangere il Mondo per la squadra viola. Un sentimento forte che mi ha trasmesso. Io vivo Firenze da 20 anni». Poi ha ricordato l’anno della penalizzazione, dove lui è rimasto senza mai tentennare: «Arriva Silvia Berti nello spogliatoio e dice “No no, non siamo in serie B, siamo in A, ma partiamo da meno 19”. Io ho detto subito: io ci sono».
Dagli anni 2000 agli Anni 90, presente anche la moglie di Celeste Pin, oltre a Alberto Malusci («Mi sento un privilegiato a fare parte della storia viola»), Alberto Di Chiara («Quella finale in Coppa Uefa con la Juve non mi è andata giù »), Daniele Amerini, Lorenzo Amoruso («Firenze è nel mio cuore, mi ci sono anche sposato»). Poi gli Anni 80, con Giovanni Galli, Stefano Carobbi («Ricordo la volta che dovevo marcare Maradona, andai da Eriksson e gli chiesi: “Cosa devo fare?”, lui mi rispose: “Non ho idea”»), Sauro Fattori, Niccolò Pontello, senza dimenticare gli scudetti del ‘56 e del ‘69 e la nascita del 1926. Tra i presenti (Antognoni mancava per impegni personali) Alessandro Beatrice, Fabrizio Berni, Carlo Bresciani, Carlos Botelho (figlio di Julinho), Gianluca Brizi, Gabriele Cervato, Luciano Chiarugi, Claudio Desolati, Ferdinando e Giacomo Galassi, Alberto Galdiolo, Federico Gonfiantini, Marianne Hamrin, Edoardo Magnini, Matteo Marani (Presidente museo del calcio), Niccolò Menti, Claudio Merlo, Massimo Mannelli, Grazia Mattolini, Orlando Mazzoni, Angelo Montuori, Alessandro e Giampaolo Muliari (Presidente del museo Grande Torino, Andrea Orlandini, Silvia Pandolfini, Alfredo Paolicchi, Claudio Piccinetti, Moreno Roggi, Paolo Rosi, Cristiana Segato, Renzo Ulivieri e Furio Valcareggi.
Tanti nomi, un solo cuore viola. Tutti insieme per festeggiare un secolo di storia.
Lo riporta stamattina in edicola Il Corriere fiorentino