Giornata di presentazioni in casa Samp con protagonista il nuovo responsabile dell’area tecnica, ossia l’ex viola Daniele Pradè. Il nuovo dirigente blucerchiato si è presentato nella sala stampa del centro tecnico di Bogliasco attorno alle 11.15, accompagnato dal direttore sportivo Carlo Osti e dall’avvocato Romei. Questi i passaggi salienti della conferenza stampa nel corso della quale Pradè ha parlato anche del suo passato con la Fiorentina: “Per me è un grande privilegio essere stato scelto dal presidente Massimo Ferrero, un uomo capace di trasmettere una grande carica emozionale, che mi ha dato la possibilità di essere qui. Con Osti ci conosciamo da 30 anni e questa mi sembra una società che ha tanta voglia di crescere attraverso un programma importante. La cosa principale è che abbiamo una prima squadra con delle fondamenta solide dalle quali partire per diventare grandi. Il presidente mi ha chiesto di crescere e migliorare la squadra un passo alla volta. Le mie attenzioni sono rivolte principalmente alla fase tecnica, abbiamo un tecnico molto preparato e giocatori dotati di ottime qualità tecniche; il nostro obiettivo è quello di proporre del bel gioco”.

Prosegue sul caso Cassano e sulla crescente presenza di investitori stranieri nel nostro calcio: “Non ho una ricetta per risolvere la situazione di Antonio Cassano. In passato abbiamo trascorso tanti anni insieme e mi farà piacere incontrarlo di nuovo e parlare con lui. Gli investitori stranieri fanno il bene del nostro calcio, a patto che non siano mossi da fini esclusivamente commerciali”.

Conclude dedicando alcune parole anche al suo passato con la Fiorentina: “La mia ambizione è portare la Sampdoria a raggiungere i livelli di Firenze, non tanto per quanto riguarda il risultato sportivo ma per la crescita che siamo riusciti a fare in quegli anni. Ho dei bellissimi ricordi legati al periodo trascorso a Firenze, sono stati quattro anni meravigliosi in una città fantastica. Anche per questo domenica mi ha fatto molto piacere incontrare di nuovo tutte quelle persone con cui ho condiviso una parte importante della mia vita professionale lavorando in grande sintonia. Ho apprezzato molto che sia Della Valle che i calciatori siano venuti a salutarmi. L’emozione più grande è stata senza dubbia il 4-2 alla Juventus con la tripletta di Giuseppe Rossi. Preferisco portarmi dietro gli aspetti positivi di quell’esperienza, rimpianti ce ne sono pochi e quei pochi penso vadano dimenticati. Forse il mio unico rimpianto è stato Mario Gomez”.

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