E’ vero, il campionato è appena cominciato. La rosa e l’allenatore hanno bisogno di tempo. La squadra è reduce da tanti cambiamenti e l’amalgama non è ancora ottimale. Tutte cose che impediscono di emettere giudizi tranchant o addirittura definitivi, ma lo spettacolo visto in queste prime due giornate è assolutamente desolante, con lo score di sconfitte già troppo elevato per poter guardare al futuro con ottimismo. Per carità, nessuno si aspettava una Fiorentina da scudetto o da Champions, ma ci sono diversi motivi che ci spingono a pensare che anche un campionato come quello dell’anno scorso, poco entusiasmante, sarà difficile da rinnovare. Vediamoli assieme.

  • LA ROSA NON E’ ECCEZIONALE. Diciamolo chiaramente, una volta per tutte. La Fiorentina è piena zeppa di scommesse, non abbiamo un fuoriclasse che sia uno, dopo un mercato frutto di una visione societaria che al posto di premiare giovani talenti prodotti in casa da una primavera finalista lo scorso anno, sembra sempre voler tentare improbabili colpacci a sorpresa pescando all’estero. Una scelta che sembra non pagare troppo sotto il profilo dei risultati, che non crea attaccamento alla maglia né da parte dei tifosi né da parte dei giocatori, che comprensibilmente vedono nella Fiorentina, quando meritevoli, un mero punto di partenza verso lidi più prestigiosi.

 

  • L’ALLENATORE NON E’ UN FENOMENO. Pioli è reduce da anni difficili e da stagioni non entusiasmanti. A mio avviso pecca chiaramente di carisma e ha dei limiti tecnici, vedi la gestione di Benassi e soprattutto il discutibile modulo col quale si continua a schierare la squadra. Il 4-2-3-1 è un modulo né di attacco né di difesa, un ibrido che obbliga i centrali a fare un lavoro disumano e che lascia sempre sola la punta. Difficile da applicare in una squadra di giocatori pure piuttosto navigati (vedi l’Inter dello scorso anno), diventa una zavorra in una squadra non eccezionale, senza attaccanti fenomenali e con i tre centrocampisti dietro non sempre mostri del gol. Un modulo da cambiare anche per facilitare il lavoro alla squadra, per favore torniamo al 4-4-2.

 

  • IL RIDIMENSIONAMENTO E’ TRISTE REALTA’. Il punto è proprio questo. I Della Valle non hanno la possibilità di fare spese folli. E questa spia la si ha ormai da più di un anno e mezzo. Proprio per questa ragione e se di questa morte bisogna morire, perché non promuovere una linea verde ed italiana, lanciando più primavera, evitando dispersioni di piccoli talenti? Perché non far giocare a Firenze Venuti, Capezzi, Gondo, Camporese, Acosty, Bittante, Lezzerini, Empereur, Chiesa, arricchendoli magari con qualche giocatore d’esperienza? Credete sarebbero davvero peggiori di un Tomovic o di un Milic? Magari con un Semplici in panca? Quantomeno con una squadra di giovani talenti nostrani ne guadagneremmo in divertimento e in attaccamento ai colori.

Per questi motivi, semplici ma chiari, diventa difficile essere ottimisti guardando alla viola di oggi. Personalmente il mio tifo è sempre più insofferente e diventa per me difficile provare felicità nel veder giocare una squadra così. Spero di essere vigorosamente smentito dai fatti, o al peggio, da una concreta presa di coscienza societaria.

Alessandro Catto

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