Divieto di accedere alle manifestazioni sportive nonché inibizione al transito ed alla sosta senza giustificato motivo nei luoghi di svolgimento di eventi calcistici, in particolar modo in riferimento all’impianto di Firenze. A tanto era arrivata la sanzione comminata dalla Questura di Genova ad una madre, tifosa viola, rea di aver consentito al figlio minorenne di trasportare ed esporre uno striscione dal contenuto ritenuto ingiurioso. Ma andiamo con ordine. È l’8 novembre 2015 ed allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova è in programma la partita di campionato tra Sampdoria e Fiorentina: la madre ed il figlio minorenne vengono sorpresi all’ingresso dello stadio con uno striscione che recita: “Paura e soldi mai avuti 1.3.1.2.“. Il motivo dell’interdizione va fatto risalire alla serie di cifre che rappresenta un chiaro riferimento all’acronimo inglese “A.C.A.B.”, termine che nel linguaggio popolare si connota come un’offesa nei confronti delle forze dell’ordine. Tuttavia la madre, dopo aver impugnato il procedimento di fronte al Tar della Liguria, è riuscita ad ottenere l’annullamento del provvedimento in quanto: “Si trattava di una mamma che accompagnava il figlio minore e non vi sono prove circa la sua consapevolezza del contenuto minaccioso ed ingiurioso dello striscione che aveva addosso”.

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