Lungi da noi fare il paragone, per tecnica, spessore… e anche per ruolo. Però fateci caso: 3 settembre 1986, Fiorentina-Empoli di coppa Italia, risultato finale 2-1 per i viola, doppietta decisiva di Roberto Baggio. 18 agosto 2019, Fiorentina-Monza di coppa Italia, risultato finale 3-1 per i viola, doppietta decisiva di Dusan Vlahovic. Controfirmata dal 3-1 di Federico Chiesa. Andiamo avanti: i gol di Baggio e Vlahovic sono i primi ufficiali in maglia viola. Entrambi in coppa Italia, entrambi con una doppietta. Tutti e due realizzati sotto la Ferrovia. Poi, va sa de, se le rispettive carriere andranno in parallelo, piuttosto che ricalcare gli stessi passi… lo scopriremo solo giocando. Al buon Dusan auguriamo di raccogliere anche solo la metà di quanto ha fatto Roby, però la voglia, la determinazione, quella maglia lanciata al cielo (come a volte ha fatto il “Divin Codino”), ce lo ha ricordato. Da vicino.

LA REGOLA DEL… CALCIO. Lo abbiamo detto altre volte: datemi un portiere, un centravanti e vi solleverò… il campionato. Ieri la Fiorentina (salvo il portiere che non serviva) non aveva neppure il centravanti. Simeone e Vlahovic in panchina, Boateng in campo (ma era un falso nueve a tutti gli effetti), Chiesa e Sottil che scorribandavano ma non pungevano. Benassi, poi, schierato attaccante nel 4-2-4 di “venturiana” memoria, non la strusciava mai. E la Fiorentina faticava, arrancava, addirittura perdeva. La coppa, ma anche la faccia. Poi (in palese ritardo) a 20′ dalla fine, entra Dusan Vlahovic, serbo di nascita, centravanti di ruolo. E che centravanti. Nel frattempo era entrato anche Montiel, lui invece fantasista, ed all’improvviso va a riformarsi la coppia “primavera” di Bigica (che era in tribuna, chissà quanto ha goduto…) Due assist, due gol. Montiel per Vlahovic al quadrato, e viola che passano il turno di coppa. In tribuna stampa un anziano giornalista si alza ed urla: il calcio è semplice, uno inventa e l’altro conclude. Ci vogliono un nove ed un dieci. Altro che storie… Come dargli torto? Montella, ce lo auguriamo, ne avrà fatto tesoro. E poi il centrocampo: che senso ha sperimentare alla prima partita ufficiale? Solo perchè il Monza gioca in Lega Pro? E col Napoli, l’aeroplanino pensava di giocare con due soli centrocampisti, due esterni che non coprono, due terzini che offendono, lasciando al loro destinon i poveri Badelj e Pulgar? E dietro di loro Milenkovic e Ranieri? Caro Vincenzo, non scherziamo. Con squadre come il Napoli (superiori a prescindere) la regola è giocare speculari. Quindi: 4-4-2 con Benassi a sx, Zurkowski a dx, Badelj e Pulgar centrali, oppure 4-3-3 con un esterno che rientra e Vlahovic di punta. Per fare a sportellate e tenere alta la squadra. In questo modo stanno fuori Boateng e Sottil… pazienza. Togli il Monza e metti il Napoli, ed a metà primo tempo il risultato è (minimo) di 3-0 per i partenopei. Se vogliamo almeno partecipare, cominciamo alla pari.

SOGNO RIBERY: parliamo di numeri. Di cifre, di ingaggi e decreto crescita. Uno dice, che c’entrano tutti insieme? Ve lo spieghiamo subito. La Fiorentina vuole un esterno offensivo a tutti i costi. E’ l’unico ruolo (come titolari) scoperto. Su tutti, Franck Ribery. 36 anni, francese, pluridecorato col Bayern in Europa, vice-campione del mondo con la Francia. Un top-player, anche a 36 anni suonati. Un trascinatore in campo, un esempio nello spogliatoio per tutti: Chiesa e Sottil (affinità di ruolo) in primis. Le cifre: Ribery è svincolato, si parla solo di ingaggio. Il decreto crescita, promulgato da Renzi, migliorato dall’attuale governo, prevede sgravi fiscali non indifferenti per il calciatore e per la società acquirente. La Fiorentina può offrire (al massimo) 6 milioni lordi. Che significano 4,5 netti a stagione per il calciatore. Le carte sono in tavola: russi e cinesi (lo sappiamo) possono offrire molto di più. La Fiorentina, il campionato italiano, possono (al contrario) regalare al francese altri due anni ad alto livello. A Ribery la scelta, la Fiorentina ci spera. Concludiamo con le altre news di mercato: la pista Ribery tiene sottotraccia le altre (Politano e De Paul in primis), mentre a centrocampo ed attacco la Fiorentina è a posto. A meno che Simeone non trovi una squadra. E allora serve una punta centrale, per fare numero e per dare respiro e tranquillità a Vlahovic. Ed abbiamo visto come cambia la vita con un centravanti nel motore.