Viviano: “Spero che Antognoni ci ripensi. Mastantuono ha caratteristiche simili a Berardi”
Il caso Antognoni e l'arrivo di Mastantuono: ecco il commento di Viviano
L'ex portiere della Fiorentina Emiliano Viviano è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola, affrontando diversi temi legati al mondo viola, dal caso Antognoni fino al mercato.
Sul possibile mancato coinvolgimento di Giancarlo Antognoni nelle celebrazioni del Centenario, Viviano ha dichiarato: “Spero che Antognoni cambi idea, perché non c'è festeggiamento della Fiorentina senza di lui. Ha le sue ragioni e le rispetto. Quello che ha fatto Rocco Commisso era doveroso, anche se in ritardo. Antognoni è la storia della Fiorentina”. Secondo l'ex portiere, il presidente viola sarebbe stato consigliato nella decisione: “Va bene così, è giusto che chi arriva da fuori venga aiutato. Sono sicuro che anche Paratici abbia detto la sua e abbia avuto l'umiltà di capire cosa era stato sbagliato. La società sta andando nella direzione giusta, sia sul mercato che nella comunicazione”.
Spazio poi al mercato e all'imminente arrivo di Franco Mastantuono: “Io all'aeroporto non sarei andato per nessun giocatore, si va allo stadio. Però prendere Mastantuono dal Real Madrid fa capire le ambizioni della società. È passato un po' in sordina anche l'acquisto di Joao Mario: la Fiorentina sta facendo le cose per bene”. Dal punto di vista tecnico, Viviano vede alcune somiglianze con Domenico Berardi: “Le caratteristiche non sono così diverse. Se Mastantuono gioca da esterno destro, dall'altra parte servirebbe un giocatore che attacchi maggiormente la profondità. Se invece a sinistra ci fosse Gudmundsson, probabilmente Grosso vorrebbe entrambi dentro al campo, lasciando ampiezza ai terzini”.
Infine, un passaggio su Moise Kean e sul mercato in uscita: “Kean rende al meglio quando attacca la profondità. Servendolo nel modo giusto può fare venti gol, e non è una cosa banale in Serie A. Cessioni importanti? Qualcuno partirà sicuramente, ma credo che la Fiorentina voglia semplicemente vendere bene, non abbia necessità di sacrificare i suoi giocatori”.