Inutile nascondersi, dopo 15 anni di presidenza Della Valle, per la prima volta Firenze non è riuscita ad incassare l’ennesima delusione. Fino ad oggi gran parte della tifoseria aveva sopportato insuccessi sportivi, soprattutto nelle coppe, e campagne acquisti inferiori alle aspettative, tuttavia questa volta il colpo inferto è stato troppo violento, ed è arrivato improvvisamente dopo due estati all’insegna dell’austerity.

I tifosi non si aspettavano miracoli ma, dopo la cessione di Alonso per 27 milioni e l’arrivo in prestito del suo sostituto Olivera (sconosciuto per il 99% degli appassionati di calcio italiani), almeno un paio di colpi sembravano il minimo. A qualcuno sarebbe bastato anche solo un acquisto, un terzino destro, magari, oppure Jovetic, per il quale bastava solamente accordarsi con l’Inter riguardo all’ingaggio.

Niente, nessun segnale, il gong finale del mercato ha fatto fischiare i timpani dei sostenitori, compresi quelli più convinti, come la Curva Fiesole che ieri sera ha emesso un comunicato durissimo contro la proprietà (LEGGI QUI).

Tuttavia, non solo i tifosi si sono espressi negativamente nei confronti delle mosse finali della Fiorentina, molti opinionisti ed ex calciatori hanno bocciato, o rimandato a data da destinarsi, il mercato viola. Insomma, per la prima volta nella storia della gestione Della Valle, i pareri negativi hanno superato quelli positivi, i fischi hanno coperto gli applausi.

Finita qui? No, all’appello, infatti, manca ancora Paulo Sousa, che per adesso è rimasto chiuso in un silenzio di tomba. Il portoghese ha solamente escluso tre dei nuovi acquisti di Corvino dalla lista UEFA (Hagi, Diks e Toledo), ma non ha parlato ufficialmente, né ai giornalisti, né con la società. Appuntamento rimandato al 10 settembre quando, per inciso, Sousa dovrà presenziare in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Genoa, un’occasione per cercare di capire che opinione si è fatto riguardo al mercato viola.

Non un bel momento, dunque, fortunatamente questo week-end il campionato rimarrà fermo, regalando all’ambiente più di sette giorni per riordinare le idee, senza contare che per la prossima partita al Franchi toccherà addirittura aspettare due settimane. Sventata quindi una contestazione ufficiale, resta comunque da capire se la squadra ed il tecnico abbiano risentito o meno di tutta la tensione e le scorie che questa estate si è trascinata dietro.

Il timore che possa ripetersi ciò che è già successo lo scorso febbraio, dopo il deludente mercato invernale, resterà nell’aria fino all’11 settembre. L’incubo non è affatto finito.

Tommaso Fragassi

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