Venuti: "La Fiorentina è stata il mio Real Madrid. Adesso, però, penso solo a tornare a giocare"
"Il migliore? Franck Ribéry, senza ombra di dubbio"
Dall'Ideal Club Incisa al Franchi, passando per Benevento, Lecce e Sampdoria: Lorenzo Venuti ripercorre la sua carriera dopo il lungo stop dovuto all'infortunio che ha interrotto la sua esperienza in blucerchiato.
"La Fiorentina per me è stata il Real Madrid. Adesso, però, penso solo a tornare a giocare". Il difensore classe 1995 vede finalmente la fine del periodo più difficile e si prepara a rimettersi in gioco. La riabilitazione è ormai agli ultimi passi e Venuti aspetta soltanto l'occasione giusta per ripartire: "Sto lavorando per ritrovare la condizione migliore e farmi trovare pronto quando arriverà la chiamata. Ci sono stati alcuni contatti, ma al momento è ancora tutto aperto".
Intervistato da GianlucaDiMarzio.com, l'ex esterno viola ha raccontato il legame speciale con Firenze, le promozioni vissute da protagonista e le esperienze maturate negli ultimi anni tra Lecce e Genova.
Il rapporto tra Venuti e la Fiorentina nasce quando era ancora un bambino. Con la maglia dell'Ideal Club Incisa partecipa a un torneo disputato all'Artemio Franchi prima di Fiorentina-Ascoli, segnando quattro gol e attirando l'attenzione degli osservatori viola.
Da quel momento inizia il percorso nel settore giovanile della Fiorentina: "Ogni estate aspettavo la lettera per sapere se sarei rimasto. Fin da piccolo impari a convivere con il giudizio".
Dopo la gavetta e diversi passaggi fondamentali della sua carriera, nel 2019 arriva il ritorno a Firenze e l'esordio al Franchi: "Quando lo speaker annuncia il mio nome e tutto lo stadio risponde con il cognome è un'emozione impossibile da descrivere".
Con la maglia viola raggiunge il traguardo delle cento presenze, vive lo spogliatoio insieme a grandi campioni e arriva a disputare una finale di Coppa Italia e una di Conference League. Tra i compagni più importanti c'è anche Franck Ribéry: "È stato il migliore con cui abbia giocato, senza dubbio".
Sul momento attuale della Fiorentina, Venuti aggiunge: "Chi è rimasto ha una grande voglia di riscatto. La squadra è forte e Grosso è un allenatore preparato".
Prima del ritorno in viola, il percorso di Venuti è stato caratterizzato da difficoltà e momenti di crescita. A Pescara un infortunio alla rotula gli impedisce di scendere in campo, ma quell'esperienza gli permette di maturare fuori dal terreno di gioco.
L'esordio tra i professionisti arriva poi con il Brescia, prima delle grandi imprese vissute con Benevento e Lecce: "Nessuno partiva pensando di vincere il campionato, ma nel calcio può succedere di tutto".
Secondo Venuti, alla base di quei successi c'era soprattutto lo spirito del gruppo: "Non serve essere amici fuori dal campo, conta sapere che il tuo compagno lotterà per te e tu farai lo stesso per lui". A Benevento nasce anche un legame speciale con alcuni compagni: "Con Cragno, Camporese e Buzzegoli eravamo i Fantastici Quattro".
L'ultima tappa della sua carriera lo porta alla Sampdoria, una scelta che Venuti definisce quasi un segno del destino. Dopo anni in cui aveva sfiorato il mondo blucerchiato, arriva finalmente l'esperienza a Genova.
Tra i ricordi più belli c'è il derby di Coppa Italia vinto contro il Genoa: "È una partita speciale, vincerla significa regalare una gioia enorme ai tifosi".
Diverso il sentimento legato alla retrocessione: "È stato un colpo durissimo, ti senti svuotato". La successiva salvezza conquistata ai playout, però, rappresenta una risposta importante alle critiche ricevute dal gruppo.
Proprio al Ferraris arriva anche il momento più difficile: il grave infortunio che lo costringe a fermarsi. "Quando succede ti crolla il mondo addosso. La parte mentale è quella più complicata: vedere gli altri allenarsi e giocare mentre tu sei fermo non è semplice. Però esperienze così ti fanno crescere".
Ora il periodo più complicato sembra alle spalle. Venuti è pronto a tornare protagonista: "Mentalmente sto bene, sono carico e ho tanta voglia di rimettermi in gioco".
Guardando al passato non cambierebbe nulla del suo percorso: "Al Lorenzo bambino direi di continuare a credere in sé stesso e di non avere paura dei giudizi".
A 31 anni, però, lo sguardo è rivolto al futuro: "Penso di poter ancora dare tanto". Dopo mesi di lavoro e sacrifici, Lorenzo Venuti è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera.