Sembrava impossibile, ma anche il talebano Vincenzo Montella ha un’anima. O meglio, è capace di cambiare modulo: dal canonico 4-3-3 al 4-3-1-2. E ancora: dal 4-3-1-2 al 3-5-2. Insomma… al diavolo il tiki-taka, il giro palla a tutti costi, il bisogno irrinunciabile del regista. Il calcio è mobile, più o meno come la donna di Giuseppe Verdi, ed allora spazio al centrocampo a due: registi entrambi ma interdittori allo stesso tempo, con davanti due esterni ed un trequartista. Il tutto a supporto della prima punta, preferibilmente fisica, che sappia far reparto da solo. Lo avessimo detto nel 2012, quando il 3-5-2 dell’aeroplanino spopolava, oppure a marzo 2013 quando (in un Fiorentina-Inter 4-1) lo stesso Montella strambava nel 4-3-3 avanzando Cuadrado sulla linea degli attaccanti, saremmo stati tacciati di blasfemia. Oggi no, oggi Vincenzo Montella ha 4 anni d’esperienza in più, ha capito che il calcio (oltre ad essere mobile) è anche liquido, cioè varia a seconda degli interpreti. E degli avversari. Vanno bene alcuni ruoli, particolarmente il regista, ma se hai due elementi capaci di impostare ed interdire (Badelj e Pulgar) e non hai il terzo elemento di centrocampo (il Borja Valero del 2012) a che serve perseverare in un modulo inattuabile? Meglio sguarnire il centrocampo, rinforzare la linea degli esterni e passare ad un 4-2-3-1 che (all’occorrenza) può trasformarsi in un classico 4-4-2. Comunque mantenendo un centrocampo a due. E dire che lo stesso Pradè, pochi giorni fa, aveva ripetuto: “giochiamo senza trequartista”. Poi si libera Badelj, puoi prendere Pulgar. Sullo sfondo Berge e Demme, e capisci che 4 centrocampisti intercambiabili ti permettono mille varianti. Dai tre con Badelj vertice basso, Berge a dx e Demme a sx, ai due con Badelj-Pulgar coppia ufficiale e Berge-Demme coppia alternativa. Che, chissà, potrebbe subentrare e fare anche meglio.

  • RIFINITORE, CHE PASSIONE… Resta il nodo del trequartista. Ruolo difficile, infido per gli allenatori. Ricordiamo Roberto Baggio essere inviso a Renzo Ulivieri, a Marcello Lippi, ad Arrigo Sacchi. Tutti profeti del 4-3-3 (i primi due), del 4-4-2 il terzo. E poi Carletto Ancelotti che, nel 1999 in quel di Parma, allontanò Gianfranco Zola perchè (tatticamente) non faceva al caso suo. E se proprio lo faceva, avrebbe dovuto giocare ala destra. Esterno, fuori dal gioco. Ve lo immaginate Zola relegato a ridosso della linea laterale? Meglio andare avanti. Vincenzo Montella, fino ad un mese fa, sembrava sulla stessa linea: 4-3-3, al massimo 3-5-2. Comunque senza trequartista. Poi Milan Badelj che torna, il cileno Pulgar sul mercato, Sander Berge che ha dato l’ok, e Diego Demme da Lipsia che… Quattro centrocampisti in cerca d’autore, con Veretout venduto e Benassi che non convince. E allora, perchè non giocare a due nel mezzo? Tra l’altro Boateng, è un trequartista, De Paul anche. L’argentino (ma anche il signor Satta) possono giocare esterni, insomma: 4-2-3-1, 4-3-3, 4-4-2, tutto si può fare. L’importante è crederci ed essere disposti a rischiare. Sapendo di avere le carte in mano.

GRAZIE DI TUTTO: ogni rivoluzione ha le proprie vittime. Benassi e Biraghi potrebbero essere le prime due. Il centrocampista ex-granata, nonostante un tabellino ricchissimo (l’anno scorso 10 reti, tra campionato e coppa Italia) non convince. Non buca, non ruba l’occhio, sopratutto non si capisce quale sia il suo ruolo. Interno? Mezzala? Certo, ma non può sparire per tre quarti di partita. Mediano? No, non ha il fisico. Incursore di centrocampo? Assolutamente, è casa sua. Ma poi se (a parte i gol) la squadra gioca in 10, a che serve? Lo stesso Biraghi… i suoi cross addosso agli avversari (oramai) hanno fatto scuola. E si sa, non c’è la peggio che farsi una nomea… In più non sa difendere, raramente arriva al tiro in porta. Lo salvano le convocazioni in nazionale, ma se l’Inter lo vuole, perchè non darlo? Magari, come contropartita, arrivasse Politano. Magari come anticipo per il passaggio in nerazzurro di Chiesa. L’anno prossimo… Insomma, Benassi e Biraghi sembrano costituire una catena mancina che non piace a nessuno. Meglio Terzic e Politano: piede, corsa e copertura. Ed una coppia di esterni (con Chiesa) che farà la fortuna anche della nazionale. A quel punto, come attaccante di riferimento, va bene anche Dusan Vlahovic. Solo 21 anni, goleador predestinato, certamente ingenuo e sensibile ai fallimenti. Ma con: Chiesa a dx, Politano a sx, De Paul dietro, Badelj e Berge nel mezzo a verticalizzare, che problema c’è? Perchè Vlahovic non dovrebbe segnare? Perchè Vlahovic non dovrebbe ben figurare? Va bene che il calcio è liquido, ma non può piovere sempre…