“La squadra non è mia, sono io che l’alleno, ma non è mia. Voi lo sapete bene”. Così un enigmatico Paulo Sousa al termine della partita contro la Sampdoria. Enigmatico perché ormai tutto ciò che il tecnico portoghese dice deve essere valutato attentamente. Nonostante sembri piuttosto evidente che la frase sopracitata sia rivolta ai vertici della Fiorentina, infatti, è sempre meglio fermarsi e valutare tutte le ipotesi.

In che senso “La squadra non è mia” dunque? Una polemica contro i giocatori, accusati di averlo trascinato nell’anarchia? Oppure una definitiva stoccata nei confronti della proprietà e di Corvino?

Qualora fosse vera soltanto la seconda ipotesi, significherebbe che uno tra Sousa e la Fiorentina mente. Perché la società ha sempre fatto sapere che tutti gli acquisti del mercato estivo (escluso Maxi Oliveira) sono stati condivisi anche dello stesso allenatore. Dire che “la squadra non è sua”, nel senso che i giocatori presenti in rosa non sono stati scelti da lui, metterebbe in seri guai la Fiorentina. Se fosse una frase vera, infatti, la proprietà viola sarebbe definitivamente accusata di non dire la verità, probabilmente uno dei peggiori disonori per una società sportiva di prima divisione.

In caso contrario, il titolo di “bugiardo” passerebbe a Paulo Sousa, che a questo punto non potrebbe meritare altro che l’esonero. Dopo il pesce d’aprile di cattivissimo gusto, infatti, una bugia per screditare i suoi stessi datori di lavoro lo getterebbe nel ridicolo. Perché la Fiorentina non sarà certo una squadra da primi quattro posti ma, visto e considerato il livello delle avversarie, non raggiungere il quinto posto con i giocatori a sua disposizione è un fallimento, da dividere in primis tra tecnico e squadra. Questo Paulo Sousa farebbe bene a ricordarlo. E lo stesso dovrebbe fare la Fiorentina, che adesso si trova ad un bivio: licenziare anzitempo il proprio tecnico, oppure andare avanti fino a giugno lasciandogli la libertà di continuare a pronunciare frasi come quelle di stasera. Aspettiamo (con ansia) sviluppi.

Tommaso Fragassi

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