Sette anni di Commisso: le salvezze, le finali raggiunte e il Viola Park. Il giudizio però è ancora in sospeso

Sette anni tra difficoltà iniziali, investimenti e crescita sportiva: le tre finali e le qualificazioni europee ottenute con Italiano rappresentano il vertice della gestione Commisso.

06 giugno 2026 18:25
Sette anni di Commisso: le salvezze, le finali raggiunte e il Viola Park. Il giudizio però è ancora in sospeso -
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Il 6 giugno 2019 la Fiorentina cambiava proprietario. Dopo diciassette anni di gestione Della Valle, il club viola passava nelle mani dell'imprenditore italoamericano Rocco Commisso, fondatore di Mediacom e già proprietario dei New York Cosmo. Sette anni dopo, nel giorno dell'anniversario dell'acquisizione, è possibile tracciare un bilancio complessivo di una delle presidenze più discusse e significative della storia recente viola.

Le stagioni: salvezze e finali europee

I primi due anni furono tutt'altro che semplici. La Fiorentina ereditata da Commisso proveniva da una salvezza ottenuta all'ultima giornata e attraversò una lunga fase di assestamento tecnico, chiudendo i campionati 2019-20 e 2020-21 rispettivamente al decimo e al tredicesimo posto. Furono stagioni caratterizzate da continui cambi in panchina (Montella, Iachini e Prandelli) e dall'assenza di risultati rilevanti.

La svolta arrivò nell'estate del 2021 con l'arrivo di Vincenzo Italiano. Da quel momento la Fiorentina tornò stabilmente nella parte sinistra della classifica e soprattutto nelle competizioni europee. Nel giro di due stagioni i viola raggiunsero una finale di Coppa Italia e due finali consecutive di Conference League, sfiorando per tre volte un trofeo che tuttavia non arrivò mai.

Le stagioni 2024-2025 e 2025-2026 sono invece agli antipodi. La scorsa stagione, targata Raffaele Palladino, è a conti fatti la migliore dell'era Commisso. La Fiorentina si piazza al sesto posto e raggiunge una importantissima semifinale di Conference League (la partita più difficile in questa competizione). Quella appena conclusa, come è ben noto, è stata un disastro senza precedenti nell'era Commisso e non solo. Un quindicesimo posto segnato da un mercato estivo non all'altezza, il disastroso inizio di Stefano Pioli e la morte del Presidente Rocco Commisso.

Se sul piano sportivo il giudizio resta inevitabilmente legato all'assenza di vittorie, sul fronte infrastrutturale l'eredità della gestione Commisso appare più netta. Il Viola Park rappresenta probabilmente l'opera destinata a lasciare il segno più profondo nel lungo periodo: un centro sportivo tra i più moderni d'Europa, pensato per riunire prima squadra, settore giovanile e femminile in un'unica struttura.

Non sono mancate, naturalmente, le polemiche. Dalle tensioni con parte della tifoseria alle frequenti battaglie contro il sistema calcio italiano, passando per le difficoltà legate al tema dello stadio e a un mercato che non sempre ha soddisfatto le aspettative della piazza, specialmente quelli di Daniele Pradè.

Un giudizio ancora sospeso

Sette anni dopo quel 6 giugno 2019, il giudizio sulla presidenza Commisso resta aperto. Mancano i trofei, che nel calcio restano il metro di misura più immediato. Restano però anche tre finali raggiunte, il ritorno in Europa - fallito questa stagione - e una struttura societaria e sportiva profondamente diversa da quella ereditata.