“Come nuovo direttore sportivo ho scelto una figura che seguivo da anni, Carlos Freitas, un portoghese e quindi viva i portoghesi! Questo per creare una struttura che faccia da supporto allo staff tecnico e all’allenatore. Non sono un accentratore, mi piace circondarmi di professionisti”.

Così si è pronunciato testualmente Pantaleo Corvino durante la sua prima conferenza di questa stagione. Un annuncio che ha spiazzato tutti i giornalisti presenti, nessuno, infatti, si aspettava questo nome. Angelozzi era il più quotato, ma questa volta i “bookmakers” hanno preso un grosso abbaglio. Carlos Freitas, dunque, è il nuovo ds gigliato, “viva lui e viva il Portogallo”, come direbbe il buon vecchio Pantaleo.

Chi è veramente e quali compiti avrà il nuovo direttore sportivo della Fiorentina? Non è facile dirlo, ma qualche ipotesi possiamo comunque farla analizzando attentamente il suo curriculum. Cinquant’anni da compiere il 22 giugno, ex giornalista sportivo passato “dall’altra sponda”, ovvero quella dirigenziale, nel novembre del 1999 presso lo Sporting Lisbona. Dal giugno del 2000 fino al 2006 si è occupato direttamente di calciomercato nella società portoghese, conquistando, grazie alle sue campagne acquisti, un campionato (l’ultimo vinto dai biancoverdi), una coppa nazionale e due supercoppe, senza contare che durante la gestione Freitas lo Sporting ha sempre partecipato alla Champions League. Dal 2006 al 2008 è passato al consiglio di amministrazione, per poi essere ceduto al Braga, compagine nella quale ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo per due stagioni, arrivando quinto il primo anno (nella stagione precedente il Braga era arrivato settimo) e sfiorando la storica vittoria del campionato nella stagione successiva. Dopo un secondo posto ottenuto con il Panatinaikos (un mezzo flop dal momento che nel 2010 i greci erano arrivati primi), di lui si sono perse le tracce fino alla scorsa stagione, quando sotto la sua guida il Metz è riuscito ad ottenere la promozione in Ligue 1, classificandosi terza. In mezzo a tutto ciò, sono da segnalare le cessioni milionarie di cui si è occupato personalmente, ad esempio quelle di Cristiano Ronaldo e Nani al Manchester United, oppure quella da 13 milioni di Hugo Viana al Newcastle, giocatore che poi non si rivelò degno della cifra sborsata, così come 13 milioni furono incassati per Aldo Dusher (anche lui non si dimostrò un grande affare), e via così, passando per Quaresma, Vidigal, Joao Pereira e anche Mati Fernandez, ceduto alla Fiorentina nel 2012. Insomma, più che un grande compratore, è un uomo che sa bene quando e come vendere, caratteristica da non sottovalutare assolutamente.

Queste le informazioni principali su Freitas, una carriera costantemente positiva (fatta eccezione per la sua esperienza al Panatinaikos), con piazzamenti importanti e, soprattutto, sempre in miglioramento rispetto alle stagioni precedenti delle squadre che lo hanno assunto. Una carriera a cui manca solo una grande vittoria in un campionato che conta o in una competizione europea. Adesso, però, la sua vita può cambiare. In Serie A sarà messo a dura prova, ma un successo alla Fiorentina potrebbe davvero lanciarlo nel panorama internazionale del calcio.

Per quanto riguarda i compiti che gli verranno assegnati,  sarà comunque Corvino il vero protagonista del mercato, ma senza dubbio Freitas lo affiancherà, occupandosi maggiormente del mercato portoghese, sudamericano e africano (quest’ultimo è stato il suo preferito durante la sua annata al Metz). Una specie di binomio Pradé-Macia, insomma, con interpreti nuovi. Vista la sua nazionalità, poi, è facile intuire che toccherà a Freitas parlare con Paulo Sousa per capire realmente cosa possa servire all’allenatore gigliato. Un ruolo di primo piano, dunque, inferiore soltanto a Pantaleo Corvino, uomo che di calcio se ne intende e che non a caso lo ha voluto fortemente per il suo ritorno in viola.

Tommaso Fragassi

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