25 Ottobre 2021 · 15:00
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Roberto Baggio, la sua storia in maglia Viola

Nella gloriosa storia della squadra Viola ci sono alcuni calciatori che hanno fatto la differenza, vediamone insieme uno dei più rappresentativi: Roberto Baggio.

Nella gloriosa storia della squadra Viola ci sono alcuni calciatori che hanno fatto la differenza, vediamone insieme uno dei più rappresentativi: Roberto Baggio.

La carriera ed i successi

Ha avuto la sua consacrazione calcistica nella squadra Viola, assurgendo al ruolo di miglior centrocampista d’attacco di tutta la Serie A per diversi anni, siglando durante la sua militanza in diverse squadre, tra cui la Juventus ed il Bologna 205 goals.

La sua partenza dalla Fiorentina verso la Juventus ha creato nei suoi sostenitori fiorentini un sentimento di alto tradimento mitigato solo dai suoi risultati in nazionale, nella quale ha segnato 27 marcature in 56 presenze, pur col rammarico del famosissimo rigore sbagliato con il Brasile che probabilmente ne ha anche determinato lo svolgersi della carriera.

Con lui, lanazionale è stata vice campione del Mondo nel ’94 e terza nel ’90. Oltre all’assegnazione del prestigiosissimo Pallone d’Oro e del Fifa World Player entrambi nel ’93 è stato anche inserito nella rosa dei migliori 11 giocatori della storia del Mondiali dalla FIFA  nel World Cup Dream Team nel 2002.

L’arrivo del giovane talento in maglia Viola

Osannato da poeti, cantanti e scrittori troviamo riferimenti a Roberto Baggio nelle opere di Lucio Dalla e Giovanni Raboni. Col il “nickname” di Divin Codino, affibbiatogli per le sue innegabili qualità tecniche difficilmente eguagliabili anche a livello mondiale, la sua carriera nella Fiorentina inizia quando diciottenne arriva nell’estate del ’85, con un esborso mirabolante per i tempi, da parte delle società Viola, di 2,7 miliardi di Lire, passando direttamente dalla Serie C alla Serie A.

A causa di un infortunio, l’esordio in Serie A arriva solo nel Settembre dell’86, seguito dopo pochi giorni da nuovi problemi fisici, questa volta al menisco del ginocchio destro che sarà operato, con conseguente rientro solo a fine stagione, dove lascerà un ricordo di sé con un bellissimo gol su punizione segnato al Napoli. Solo tre goals in questa stagione e poche presenze, una decina, tra Campionato, Uefa e Coppa Italia.

Probabilmente la sua stagione migliore è quella ‘87/’88, durante la quale la Fiorentina, alla seconda di campionato, espugna San Siro contro il Milan allenato da Sacchi con un sonoro 2-0, suggellato da una rete del Divin Codino. Annata calcistica di tutto rispetto per Roberto Baggio, presente in Campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa con un totale di 9 goals e 34 presenze.

Anche l’anno seguente lo vede costantemente presente in Campionato e Coppa Italia, con 24 goals e 41 partite giocate complessivamente.

Una delle partite più significative giocate dal Divin Codino è quella contro il Napoli, al San Paolo, dove segna un gol che  resterà negli annali della storia del calcio e un altro su punizione.

A nulla valsero però le sue due marcature perché il Napoli, in rimonta, vinse 3-2. Con la salvezza della Fiorentina agguantata solo all’ultima giornata la stagione ‘89/’90 fu comunque eccezionale per Roberto Baggio, con 17 goals segnati ed una finale di Coppa Uefa tutta italiana persa contro la Juventus.

Abbandono e tradimento

Successivamente al travagliato trasferimento alla Juventus, accolto da disordini di piazza dei tifosi fiorentini, rivolti contro la presidenza Pontello, oltre ad offese rivolte allo stesso Baggio durante un ritiro della Nazionale a Coverciano.

Ma Baggio dimostrerà la sua fede Viola ed il riconoscimento a Firenze nella prima partita Fiorentina/Juventus durante la quale, tra discordanti umori della tifoseria Viola, darà segno di affetto rifiutando la sciarpa bianconera e, nella stagione successiva, non calciando un rigore contro la Fiorentina e raccogliendo la sciarpa viola lanciatagli da un tifoso.

Il Vicentino più famoso nel Mondo ci lascia un ricordo indelebile di sé con le sue esperte giocate oltre alla sua versione dei fatti nella autobiografia pubblicata nel 2001.

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