Celeste Pin, oltre 200 presenze con la Fiorentina tra il 1982 ed 1991, ha parlato del difficile momento della Fiorentina ai microfoni di TuttoMercatoWeb Radio: “Il mio pensiero è che i colpevoli siano i giocatori, fermo restando che c’è un male oscuro che affligge la Fiorentina fin dall’inizio della stagione. Come dimostrano la gara di Milano con l’Inter o quella col Genoa. Certe amnesie hanno portato precarietà nella squadra e provocato disappunto nei tifosi e sui media. Per capire a cosa è dovuto bisognerebbe stare dentro lo spogliatoio, capire l’aria che si respira e come si comportano i giocatori”.

Prosegue sulla società: “La società deve trovare una soluzione ed essere presente al fianco della squadra in maniera costante o si rischia un ulteriore naufragio in una stagione in cui c’è poco da chiedere”.

E sulla partita di lunedì tra Fiorentina e Torino: “Col Torino la vittoria è d’obbligo, ma c’è anche il rischio di una nuova sconfitta che sarebbe un colpo mortale per lo spogliatoio coi giocatori che non avrebbero neanche la capacità di spogliarsi”.

Commenta anche l’operato dei giovani lanciati da Paulo Sousa: “Bernardeschi e Chiesa sono due giovani importanti, ma non possono prendersi la squadra sulle spalle. Quello devono farlo i veterani. C’è da fare una riflessione interna perché dall’esterno si sentono e leggono 2000 opinioni diversi. Spero che la società sia vigile perché si rischia di diventare più che impopolari”.

Spende alcune parole anche sull’allenatore portoghese e sul suo futuro: “La società deve avere le idee chiare e dire che investe tot per costruire una squadra. Se si costruisce una Ferrari devo avere un pilota adatto, se invece si costruisce una 500 bisogna avere un pilota da 500. Di nomi se ne leggono tanti, ma non si capisce quale squadra abbia in testa la società. Finora Sousa, la dirigenza e i tifosi hanno sempre pensato in maniera diversa e i nodi alla fine sono venuti al pettine. Una piazza come Firenze ha voglia di sognare, di arrivare a quei grandi traguardi che con Della Valle non sono mai stati avvicinati. Credo che serva un segnale e una chiarezza che spesso è mancata”.

Conclude sul rientro di Giancarlo Antognoni in società: “Oltre a essere un profondo conoscitore di calcio è un signore, ma le sue mansioni devono essere chiare, deve avere un ruolo ben definito visto quello che rappresenta per Firenze. Il suo ritorno in viola va benissimo, ma ancora non ha un ruolo che gli compete e mi auguro che la dirigenza riesca a trovarlo”.

Fonte: TuttoMercatoWeb Radio