Pellegrino, prove di amore per la Fiorentina: "Lascerò la vita in campo, fino all'ultimo giorno"
L’attaccante riaccende il motore in vista della ripartenza della stagione. E ammette: "Questa città sembra l’Argentina per come si vive il calcio"
Tre gol per cominciare a presentarsi, senza bisogno di cercare paragoni ingombranti. Mateo Pellegrino ha scelto una strada molto più semplice per entrare nel mondo Fiorentina: lavorare, segnare e soprattutto farsi capire. Perché da queste parti il centravanti non è mai soltanto quello che deve spingere il pallone oltre la linea. Deve trascinare, combattere, possibilmente lasciare qualcosa addosso alla gente. E l’argentino sembra averlo compreso in fretta. A spiegarglielo, del resto, è stato direttamente Gabriel Batistuta durante le celebrazioni del Centenario. Un incontro speciale anche perché Pellegrino è cresciuto guardando i filmati del Re Leone che papà Mauricio gli mostrava quando era bambino. Nessuna lezione su movimenti o conclusioni, però. Il consiglio è stato molto più fiorentino: «Bati non mi ha parlato di gol, ma mi ha detto che devo lasciare la vita in campo, è quello che vogliono i tifosi viola: lo farò fino all’ultimo giorno, lo prometto». Parole raccontate al Festival dello Sport, dove Pellegrino ha ribadito quanto velocemente sia nato il legame con la sua nuova realtà. La Fiorentina ha investito molto su di lui e Mateo non lo dimentica: «È un orgoglio rappresentare questa squadra nell’anno del Centenario e sono orgoglioso dell’investimento fatto per me». Ma nella scelta estiva, più dei numeri, ha pesato la sensazione di essere davvero desiderato: «Ho scelto Firenze perché mi hanno voluto davvero e ho trovato l’affetto che cercavo, ho sentito che era il mio posto».
Poi c’è il campo. Pellegrino è già arrivato a quota tre reti e condivide con Mastantuono il primo posto tra i marcatori viola. Due argentini giovani, diversi e sempre più importanti nella Fiorentina che Vanoli sta costruendo. Tra loro è nata anche una scommessa: se Franco arriverà almeno a cinque assist, toccherà a Mateo pagare una nuova grigliata a tutta la squadra. Il resto è ambizione. Senza proclami, ma neppure con la voglia di nascondersi. Pellegrino punta alla doppia cifra e guarda anche a quanto fatto da Kean prima di lui: «L’obiettivo è fare bene come lui o, se posso, fare addirittura meglio». Firenze, intanto, lo ha già conquistato: «Questa città sembra l’Argentina per come si vive il calcio».
E soprattutto c’è una frase che vale più di tante dichiarazioni d’amore: «Voglio restare tanti anni per far capire chi sono». Tre gol sono soltanto l’inizio. Adesso Pellegrino vuole costruirsi in viola la sua storia.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione