Partita preparata male e giocata peggio. Grosso in confusione, ma calma con le sentenze
Il “caso Kean” può aver distolto l’attenzione dalla sfida di Roma
La Fiorentina non ha perso 4-0 contro la Roma soltanto sul campo. La sensazione è che questa partita sia stata compromessa già dall’inizio della scorsa settimana, quando a Firenze si è iniziato a parlare soprattutto di Moise Kean, dell’interesse del Como e della seconda offerta del club lombardo. Tutto, insomma, tranne che di Roma-Fiorentina.
Una situazione che inevitabilmente ha finito per condizionare l’avvicinamento alla partita. Domenica Fabio Grosso aveva spiegato che Kean «sta bene sia fisicamente che mentalmente ed è pronto per giocare». Poi, proprio la mattina della sfida dell’Olimpico, è emersa la notizia del possibile rilancio del Como e l’attaccante è finito in panchina. La Fiorentina sarebbe aperta molto volentieri a una sua cessione, soprattutto davanti a un’offerta importante, ma la gestione della situazione è apparsa passiva e poco lineare.
E qui emerge il primo grande interrogativo: come si poteva pensare di arrivare al meglio a una partita così importante dopo una settimana interamente condizionata dal futuro del centravanti?
La gestione della vicenda Kean da parte della dirigenza, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche, non può essere ignorata. Abbiamo fatto tanti complimenti a Paratici per il lavoro svolto in questi mesi, ma sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscere che, su questo specifico fronte, qualcosa non ha funzionato. Anche perché lo stesso Paratici, nel pre-partita, aveva chiarito quanto fosse importante non indebolire la squadra: se Kean dovesse partire, la Fiorentina dovrà necessariamente sostituirlo con un giocatore di livello. Non ci si può permettere di prendere un attaccante qualsiasi.
La sensazione, dunque, è semplice: la Fiorentina è arrivata male alla partita, l'ha preparata di conseguenza e l'ha giocata ancora peggio.
A questo si aggiunge la gestione della gara da parte di Grosso, che ha lasciato più di qualche perplessità. Le scelte iniziali non hanno convinto e nemmeno i cambi in corso d'opera sono riusciti a modificare l'inerzia della partita. La risposta dello stesso allenatore sulla scelta di preferire Pellegrino a Kean è sembrata, in questo senso, la fotografia della confusione che ha accompagnato gli ultimi giorni in casa viola.
Grosso dovrà quindi riordinare rapidamente le idee. Non significa soltanto cambiare qualche interprete, ma costruire una squadra più coraggiosa, dare maggiore spazio ai nuovi arrivati e trovare un'amalgama più pulita tra i reparti, apparsi troppo spesso scollegati all'Olimpico. Oulai, ad esempio, merita di giocare e di essere coinvolto maggiormente nel progetto.
Detto questo, serve anche equilibrio nei giudizi. Dopo la pesante sconfitta contro la Roma si è già iniziato a parlare di esonero, di allenatore inadeguato e di rosa non all'altezza. Calma. È stata la prima partita, peraltro disputata all'Olimpico contro una squadra forte e decisamente più rodata, all'interno di un'estate nella quale la Fiorentina ha cambiato moltissimo.
Questo, naturalmente, non cancella la figuraccia e non può diventare un alibi. Ma non bisogna nemmeno trasformare una sola partita in una sentenza definitiva sul nuovo progetto.
Ora, però, il tempo per correggere gli errori non manca, ma nemmeno è infinito. Se Kean dovesse effettivamente partire, la Fiorentina dovrà trovare un attaccante di buon livello, soprattutto alla luce delle parole di Paratici, completare la rosa e poi mettere Grosso nelle condizioni di farla rendere secondo le sue potenzialità.
Il calendario offre subito l'occasione per reagire. Da qui alla sosta la Fiorentina affronterà Frosinone, Torino e Venezia in campionato, oltre al Pisa in Coppa Italia. Saranno quattro appuntamenti fondamentali per cambiare passo, trovare una nuova identità e soprattutto evitare di perdere troppo terreno dalla zona che conta, quella dei primi 6-7 posti della classifica.
La figuraccia di Roma non deve diventare l'inizio di una nuova crisi. Deve essere, piuttosto, il punto da cui ripartire con maggiore chiarezza, coraggio e organizzazione.