Nazione studia Gnonto: "Ha convinto la duttilità. E' una risorsa preziosa, subito valorizzata da Vanoli"
Il classe 2003, rientrato in Italia dopo le esperienze con Zurigo e Leeds, ha impiegato poco tempo per dimostrare di essere molto più di una scommessa
Il calciomercato in generale, e quello estivo in particolare, si giudica talvolta dai colpi da copertina, ma sono le intuizioni, magari dell’ultimo minuto, a poter spostare gli equilibri. L’arrivo di Willy Gnonto, formalizzato nelle battute finali delle trattative, si sta rivelando, giorno dopo giorno, un piccolo capolavoro di pragmatismo tattico. Il classe 2003, rientrato in Italia dopo le esperienze con Zurigo e Leeds, ha impiegato poco tempo per dimostrare di essere molto più di una scommessa: è una risorsa preziosa, subito valorizzata dal tecnico Paolo Vanoli.
A convincere l’ambiente viola, e in primis l’allenatore, è la duttilità dell’attaccante. Per Vanoli, tornato sulla panchina viola per dare compattezza e nuove soluzioni di gioco, Gnonto è il prototipo del giocatore ideale. Non è il classico esterno d’attacco confinato sulla linea di fondo; è un jolly in grado di muoversi su tutto il fronte offensivo, agire da seconda punta o svariare sulla trequarti. Una polivalenza che offre più varianti a partita in corso e non. Il gol segnato al debutto in Coppa Italia contro il Pisa ha mostrato il suo sangue freddo, ma è l’applicazione nelle due fasi a scattare il totale gradimento del mister. L’ex Leeds unisce un’accelerazione fulminea e un dribbling secco a uno spirito di sacrificio non comune per un ventiduenne. Quando la squadra perde il possesso, Gnonto ha una capacità rara: non si estranea dal gioco, ripiega, aggredisce il portatore di palla e partecipa alla fase difensiva, portando pressing alto e aiuto al centrocampo che Vanoli spinge per mantenere la squadra corta.
Dietro questa generosità si nasconde un’intelligenza tattica da non sottovalutare e forze ai più sconosciuta. Gnonto legge gli spazi prima degli altri, sa quando puntare l’uomo e quando concretizzare la manovra, interagendo al meglio con i compagni di reparto. In un campionato A che logora i talenti monodimensionali, l’intelligenza calcistica dell’azzurro è una boccata d’ossigeno. Firenze ha trovato un calciatore moderno, affamato e maturo, capace di sacrificarsi per il collettivo senza perdere la lucidità negli ultimi metri. Vanoli lo sa bene e si gode il suo nuovo fattore decisivo.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione