Nazione: "Marassi si tinge di viola: 1.650 tifosi al seguito e coreografia pronta"

I tifosi potrebbero aumentare con i viola residenti in Liguria

10 ottobre 2026 10:16
Nazione: "Marassi si tinge di viola: 1.650 tifosi al seguito e coreografia pronta" -
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Saranno 1.650 i tifosi della Fiorentina presenti oggi pomeriggio a Marassi nel settore ospiti, sold out ormai da giorni e con richieste che hanno superato i posti disponibili.

Il numero potrebbe aumentare grazie ai sostenitori viola residenti in Liguria, che potrebbero trovare spazio negli altri settori dello stadio. Non è esclusa neppure una piccola coreografia al momento dell’ingresso in campo delle squadre. Una nuova dimostrazione di vicinanza al gruppo di Paolo Vanoli, chiamato a dare continuità ai segnali positivi mostrati prima della lunga pausa per gli impegni delle nazionali.

Nel frattempo, l’Associazione Tifosi Fiorentini (ATF) ha espresso una dura protesta attraverso un comunicato dedicato alla vendita dei biglietti per Inter-Fiorentina, in programma il 25 ottobre a San Siro. Al centro delle critiche c’è soprattutto la mancata previsione di una prelazione per i gruppi del tifo organizzato e per le associazioni. «È una scelta incomprensibile che colpisce direttamente la vita dell’associazionismo», ha denunciato l’ATF, ribadendo poi: «Non chiediamo privilegi, ma semplicemente che venga portato rispetto a chi milita ed è presente dalla prima giornata all’ultima, che sia casa o trasferta».

L’associazione chiede quindi maggiore attenzione verso i tifosi che seguono con costanza la squadra, sottolineando il valore della fedeltà e della presenza sia nelle partite casalinghe sia in quelle lontano da Firenze. «La prelazione non è un privilegio, ma il giusto premio alla fedeltà e all’impegno di chi c’è sempre», si legge nel comunicato.Nel mirino dell’ATF finiscono anche le tessere di fidelizzazione, considerate insufficienti a garantire i benefici promessi nel corso degli anni, e il continuo aumento dei prezzi dei biglietti, che riguarda ormai anche i settori popolari. Una situazione che, secondo l’associazione, rischia di rendere sempre più difficile per famiglie e appassionati continuare a vivere lo stadio. Lo riporta La Nazione.