Nazione: "Fiorentina laboratorio ad altissima curiosità tattica. Grosso ha disegnato un 4-3-2-1 moderno"
Giocare una gara così difficile con i cartelli "lavori in corso" ben visibili è un esercizio di equilibrismo
C'è qualcosa di magico e tremendamente precario nelle prime notti di serie A. Il calcio assolato di questo periodo assomiglia a quelle sfilate di moda dove gli abiti sono splendidi, ma i sarti corrono ancora dietro le quinte con ago e filo. Roma-Fiorentina, che all'Olimpico fa calare il sipario sulla prima giornata del campionato 2026/2027, è esattamente questo: una classica del nostro calcio travestita da gigantesco punto interrogativo; un esame di maturità anticipato quando ancora si avrebbe diritto alle vacanze. Da una parte la nuova Roma di Gian Piero Gasperini, chiamata a gestire l'entusiasmo di un Olimpico da oltre 65mila tifosi e l'ebbrezza del ritorno in Champions.
Dall'altra la Fiorentina, affidata alla freschezza tattica di Fabio Grosso dopo le grandi manovre estive di Fabio Paratici. Eppure, mentre i giocatori cercheranno la prima scarica di adrenalina, il vero convitato di pietra sarà il calciomercato, con i suoi telefoni bollenti e le trattative pronte a stravolgere i destini dei club fino al gong di inizio settembre. Ogni riferimento al futuro di Kean (oggi titolare), sempre in bilico, non è casuale. Giocare una gara così difficile con i cartelli "lavori in corso" ben visibili è un esercizio di equilibrismo.
Grosso lancia subito i nuovi innesti (Atta, Dragusin e Valdepenas su tutti, aspettando la scelta su Mastantuno) consapevole che l'identità di squadra si costruisce sui campi veri, non nei test pre-stagionali. Gasperini , maestro nell'assemblare anime diverse, deve blindare i tre punti per non incrinare la fiducia della piazza. Se la Roma si affida alle certezze di Gasperini, la Fiorentina i presenta a Roma come un laboratorio ad altissima curiosità tattica. Il tecnico campione del mondo sta disegnando un 4-3-2-1 moderno, pronto a mutare in un fluido 4-3-3, che declina verso un 4-4-2 in fase di non possesso per non dare troppa facilità di palleggio agli avversari. La parola d'ordine è dinamismo, con una forte impronta di novità derivante dagli ultimi innesti.
Ma non chiamatelo calcio estivo (chi avrà poi coniato questo termine?). I novanta minuti di stasera non daranno verdetti definitivi, ma semineranno indizi pesantissimi sul futuro. Chi uscirà indenne dalla Capitale spedirà un messaggio chiaro alle rivali: le gambe saranno anche imballate e le rose incomplete, ma le ambizioni di alta classifica sono già lucidate a dovere. Che lo spettacolo abbia inizio. Lo scrive La Nazione.