Ranieri: "Ho Firenze e la Fiorentina nel cuore. Allenarla è stata un onore, ho fiducia per il futuro"
Claudio Ranieri ripercorre i suoi quattro anni in viola e il legame speciale con Firenze
L'intervista del doppio ex di Roma-Fiorentina, Claudio Ranieri, al Corriere Fiorentino: "I 4 anni a Firenze? Stagioni che mi hanno fatto crescere come allenatore e come uomo, ho imparato a convivere con la corrosiva dialettica dei fiorentini che credo mi abbiano voluto bene, così come io ne ho voluto e ne voglio a loro. Non sono mai stato troppo espansivo, ma tutti sapevano quanto ci tenessi a Firenze e alla Fiorentina".
Il 25 agosto 1996 la Fiorentina batte il Milan 2 a 1 vincendo la Supercoppa: "Una serata magica, Batistuta stratosferico: il pallonetto a Baresi e poi la punizione capolavoro con tanto di dedica a Irina, come si fa a dimenticare? Una squadra che di ragazzi meravigliosi che stava maturando, ma le basi le avevamo già messe tre anni prima, col campionato di B".
L'incontro con Cecchi Gori: "Ci incontrammo negli studi della Rai, dopo che avevo chiuso il mio rapporto col Napoli e non mi importava che la Fiorentina fosse poi retrocessa perché conoscevo bene cosa significasse per Firenze".
La promozione: "Visto oggi sembra tutto semplice, ma non fu affatto così. La retrocessione fu uno choc per una piazza abituata a pensare in grande, per la magnificenza della città, ma anche per la storia viola".
Le sostituzioni poco gradite da Rui Costa: "Ma poi chiese scusa, perché aveva mancato di rispetto a Robbiati che stava entrando in campo. Manuel è un ragazzo eccezionale, non è un caso che dopo una carriera straordinaria sia diventato un grande dirigente. E poi molti si dimenticano che nell’anno della B contro il Verona, alla fine del primo tempo, tolsi Batistuta per far entrare Zironelli".
La Coppa Italia vinta contro l'Atalanta: "I tifosi ci aspettarono alle tre di notte al Franchi dove erano andati senza che ci fosse la partita. Impossibile quasi da raccontare e anche da ripetere. Avevamo deciso di giocare una partita tra noi, ma poi lasciammo perdere. Se ripenso a quei momenti, alla felicità del popolo viola ho ancora i brividi".
Sulla quarta stagione: "Quattro anni nella stessa società sono tantissimi, in una piazza passionale come Firenze forse anche di più. Magari anch’io a volte non ho saputo spiegarmi bene, ma era giusto chiudere anche se avevo un altro anno di contratto. Non guardo mai a queste cose, conta solo quello che sento dentro".
Sulla passata stagione col rischio retrocessione: "Può succedere, ma poi c’è sempre la forza di ripartire, come facemmo noi nel 1993: sono fiducioso per il futuro"
Sui 100 anni della Fiorentina: "Non li dimostra, perché rimane una splendida e affascinante ragazza: averla allenata è stato un onore e un privilegio"