Naufragio senza fine: Vanoli non trova ancora la rotta, difesa horror e attacco al buio
La sconfitta contro il Como riaccende i dubbi sulla gestione tecnica: difesa colabrodo, un undici titolare ancora da definire e centravanti spaesati
La Fiorentina perde ancora, resta sul fondo della classifica e vede allontanarsi la speranza di una svolta immediata. La sconfitta contro il Como non è soltanto un altro passo falso: è un campanello d'allarme che riporta al centro della discussione il lavoro di Paolo Vanoli.
La domanda è inevitabile: la scossa del cambio in panchina è già svanita oppure la Fiorentina non ha ancora trovato una vera identità di gioco?
I numeri fanno paura: 17 gol incassati in sette partite, non tutti in verità sulle spalle di Vanoli. Un dato che racconta una fragilità difensiva evidente e difficilmente giustificabile soltanto con gli errori individuali o la sfortuna. La squadra continua a concedere troppo e non sembra aver trovato quegli equilibri necessari anche in mezzo per affrontare una situazione di classifica così delicata.
Vanoli, manca ancora una linea precisa
La situazione non può essere attribuita esclusivamente all'allenatore, che ha ereditato una squadra in difficoltà e ha bisogno di tempo per lavorare. Tuttavia, qualche segnale di crescita dovrebbe cominciare a vedersi. Vanoli appare ancora alla ricerca di una strada precisa. Le scelte di formazione non sembrano aver consolidato un undici titolare e i continui interrogativi tattici rischiano di alimentare confusione anziché certezze. Cambiare può essere necessario, ma serve anche costruire un sistema riconoscibile, con meccanismi chiari e ruoli definiti.
Il problema non è soltanto il centravanti
C'è poi la questione offensiva. Qualunque sia il centravanti schierato, la sensazione è che faccia fatica non soltanto a segnare, ma anche a trovare le condizioni giuste per incidere sulla partita.
Quando attaccanti diversi incontrano le stesse difficoltà, è inevitabile interrogarsi anche sul funzionamento della squadra. Come vengono serviti? Quanto è efficace la manovra? Quanti palloni arrivano in area nelle condizioni migliori?
Il centravanti può avere le proprie responsabilità, ma se il problema si ripete con interpreti differenti, allora bisogna guardare anche allo sviluppo complessivo del gioco. Senza una manovra efficace, anche l'attaccante più affidabile rischia di restare isolato.
La Fiorentina non può più aspettare
Parlare di fallimento stagionale sarebbe prematuro, ma ignorare i segnali sarebbe altrettanto sbagliato. Servono maggiore solidità difensiva, un undici titolare più riconoscibile e un'organizzazione offensiva capace di valorizzare gli uomini a disposizione. Le prossime partite peraltro complesse (Inter, Atalanta, Sassuolo, Juventus) dovranno offrire risposte concrete, soprattutto sarebbe vitale tornare velocemente a fare punti.