L'opionione

Marchini positivo: "Fiorentina più aggressiva nella ripresa. Qualche segnale di vitalità c'è stato"

L'analisi di Marchini evidenzia il cambio di ritmo dei viola dopo l'intervallo, ma avverte: le trame della ripresa non bastano ancora per invertire la rotta e uscire dalla crisi

31 ottobre 2026 10:31
Marchini positivo: "Fiorentina più aggressiva nella ripresa. Qualche segnale di vitalità c'è stato" -
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Il pari con l’Atalanta ha restituito alla Fiorentina qualche segnale di vitalità, ma non ancora le risposte necessarie per uscire da una situazione che continua a essere delicata. Il 2-2 maturato dopo una rimonta, racconta una squadra in crescita, almeno sotto il profilo dell’atteggiamento e della capacità di reagire, ma ancora troppo fragile per trasformare i progressi in risultati. E proprio questa discontinuità rappresenta oggi il principale ostacolo sul percorso viola.

La Fiorentina ha mostrato nella ripresa un volto diverso, più aggressivo, coraggioso e capace di sviluppare con maggiore velocità la manovra. Le inuizioni iniziali di Vanoli e l’ingresso di Oulai hanno contribuito a cambiare l’inerzia della gara, così come le prestazioni di alcuni singoli, da Njie a Jimenez, hanno offerto indicazioni incoraggianti. Segnali da non disperdere, perché la costruzione di un’identità passa anche dalla crescita individuale, dalla capacità di valorizzare le qualità dei singoli e di trovare nuovi protagonisti nei momenti di buio.

Resta però il problema dei passaggi a vuoto. La squadra alterna momenti di buona intensità a improvvisi cali di concentrazione. Subire il pari dopo aver ribaltato il risultato è un’altra fotografia di una fragilità che non può essere sottovalutata.

C’è poi un tema che comincia a diventare preoccupante: l’astinenza realizzativa degli attaccanti. Se a trovare la via del gol sono soprattutto uomini delle corsie o da inserimenti esterni, significa che manca ancora un riferimento offensivo capace di garantire continuità e concretezza. Il lavoro per costruire gioco deve necessariamente accompagnarsi a una maggiore incisività negli ultimi metri.

La Fiorentina, insomma, qualche passo avanti lo ha compiuto, ma non può accontentarsi delle buone impressioni. Servono continuità, personalità e certezze. Perché migliorare è importante, ma adesso occorre imparare a non tornare indietro

Lo scrive stamattina in edicola La Nazione