UNA LOGICA PERDENTE: TRA STRISCIONI E DATI DI FATTO, LA FIORENTINA MOSTRA UN FILO COMUNE CHE UNISCE GLI ULTIMI DUE ANNI.

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Firenze, stadio Artemio Franchi, 13.05.2017, Fiorentina-Lazio, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

“L’estate sta iniziando, e un anno se ne va, si svuotano gli stadi, ma a Firenze avevano cominciato già”. Abbiamo chiuso la rima di Righeirana memoria, ma non abbiamo rispettato la metrica, tuttavia il messaggio è chiaro. La stagione 2016-2017 si chiude in netto peggioramento rispetto a quella 2015-2016, che tanto aveva fatto sperare in partenza, per poi deludere da gennaio in poi.

Un “Annus (e mezzo) horribilis” per la Fiorentina che, nonostante si sia sempre piazzata nella parte sinistra della classifica, avrebbe potuto, vuoi per le sue vittorie contro le cosiddette grandi del campionato, vuoi per la discutibile qualità delle concorrenti, ambire a molto di più.

Con un pugno di mosche in mano, invece, i tifosi viola si ritrovano a dover fare i conti con l’analisi di fine stagione che li accompagnerà, fino alla prossima sessione di mercato, nella riflessione sulle cause che hanno condotto la Fiorentina a questo anno e mezzo oscillante “Fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia”, la citazione di Schopenhauer quest’oggi ci è venuta in aiuto per la nostra descrizione.

Allenatore, giocatori, dirigenti tutt’altro che impeccabili, poco coraggio della proprietà, la scarsa presenza del patron, tutte le ipotesi sono percorribili, e tutte sono vere, almeno in parte. Non esiste, in casi come questi, un’opinione giusta o sbagliata.

Cominciamo allora con un dato, l’appiglio migliore quando si trattano temi così delicati. Prendiamo in considerazione gli incassi complessivi al Franchi per le partite di Serie A, Europa League e Coppa Italia nella stagione 2016 – 2017. Nelle casse viola sono entrati 9.371.264 euro, con un calo complessivo del 38% in due anni, a fronte dei più di 15 milioni del 2014-2015. Dati che fanno scalpore, un po’ come i molti striscioni di protesta esposti ieri sera in Curva Fiesole, tra i quali spiccava quello rivolto ai Della Valle che riportava le seguenti parole: “Lo stadio nuovo vi interessa parecchio ma per ora avete solo svuotato quello vecchio”.

Potremmo discutere anni sui social, ma i dati parlano chiaro, quasi metà dei tifosi viola ha alzato bandiera bianca e molti altri sono pronti a seguirli già a partire dal prossimo agosto. Prendersela con loro è solo controproducente, evitare l’autocritica, infatti, fa parte di una logica perdente, quest’anno più che mai.

La logica perdente è ciò che, progressivamente, sta facendo affossare la Fiorentina, e che continuerà a farlo se, tutti insieme, dai giocatori, all’allenatore, passando per la dirigenza e la proprietà, non decideranno di cambiare mentalità. Nessuno ha il 100% delle colpe, nessuno però è esente, e se in viola dovessero continuare a viaggiare dritti per la strada intrapresa, senza riflettere e senza porsi delle domande, la logica perdente non potrà far altro che continuare ad allontanare i tifosi, i buoni risultati sportivi e, ovviamente, anche gli introiti. Una catena dannosa e distruttiva che deve essere spezzata al più presto per il bene della squadra.

Tommaso Fragassi

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