“Rinascimento Juve”, così titolava la Gazzetta dello Sport nel giorno del fatidico match all’Artemio Franchi. Una partita dall’esito apparentemente già scritto, almeno fino alle 20:45 di ieri.

Così, per la gioia di tutti i tifosi bianconeri, qualcuno ha deciso di scrivere un bell’articolo, incensando la Juventus ancor prima del fischio d’inizio. Tuttavia, ciò che abbiamo appena citato, è solamente il minore errore che poteva essere fatto. La Gazzetta dello Sport, infatti, non si è limitata a sottolineare le fantastiche qualità della Juventus (e anche su questo argomento potremmo discutere), ma ha paragonato i suoi giocatori ai grandi personaggi del Rinascimento fiorentino.

Ecco la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’ignoranza è stata eccessiva anche per la Juventus che, tanto per rimanere in ambito culturale, ha peccato di “hybris”, ovvero di superbia, un peccato che nell’Epos omerico ha condannato Agamennone prima e Odisseo poi, ma anche Prometeo, Icaro e Bellerofonte.

Superbi come le centinaia di juventini sopraggiunti da ogni parte della Toscana, soprattutto dalla provincia di Firenze, per vedere la “loro” Juventus schiacciare la tanto odiata Firenze. Ebbene, il nostro invito è quello di ritentare l’anno prossimo, magari evitando da ora in avanti di varcare le soglie del nostro amato capoluogo, che ieri sera ha riacquistato tutta la dignità sottratta dall’infausto paragone tra la Juventus e il Rinascimento. Evitate anche di vantarvi di “Essere nati” o di “Abitare vicino” a Firenze se ieri sera stavate dall’altra parte, dalla parte dei più forti, accostando il sacro nome di Firenze ad invettive e parolacce di ogni sorta.

Il Rinascimento porta i colori e i valori di una sola città, chi non li abbraccia non merita di essere paragonato a tanta bellezza. E ieri, per chi non lo avesse ancora capito, la bellezza ha vinto, portata sulle ali della giustizia che, prima o poi, punisce sempre i superbi e i traditori.

Con affetto,

Tommaso Fragassi

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