La Nazione su Mastantuono: "Non vive Firenze come un riscatto e la pressione non lo spaventa"

Da bambino era considerato una promessa del tennis. Una disciplina che ha lasciato tracce anche nel suo modo di giocare

21 agosto 2026 10:38
La Nazione su Mastantuono: "Non vive Firenze come un riscatto e la pressione non lo spaventa" -
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Prima il mancino col contagiri che ha fatto tremare il Benevento, poi il pallone condiviso in spiaggia con alcuni ragazzi a Forte dei Marmi. In pochi giorni Franco Mastantuono ha dato un assaggio delle due facce con cui vuole presentarsi a Firenze: il talento arrivato dal Real Madrid e l’uomo che, lontano dai riflettori, continua a vivere il calcio con la stessa naturalezza di quando era un bambino e giocava per le vie di Azul. In Coppa Italia, nel giorno del debutto, il numero 30 viola ha sfiorato un eurogol lasciando subito intravedere qualità e personalità. A Ferragosto, invece, si è fatto immortalare mentre giocava in spiaggia con alcuni ragazzi. «Io sono una persona normale, come tutti» ha raccontato. «Mi sono divertito con i ragazzi che erano in spiaggia ma per me è una cosa naturale». Una semplicità che ha conquistato subito i tifosi, a partire dal suo arrivo a Peretola: «Mi hanno accolto in modo incredibile. La gente qui in Italia somiglia ai tifosi argentini: questo mi ricorda casa mia». Mastantuono ha poi spiegato perché, tra le tante possibilità avute, abbia scelto la Fiorentina: «Mi ha presentato un bel progetto che sta crescendo. Per la mia carriera era importante venire in un club così e sono felice della scelta che ho fatto. Quando ho parlato con la Fiorentina ho accettato subito: una settimana prima dell’ufficialità avevo deciso».

E adesso non vuole vivere Firenze come un riscatto personale: «Mi è sempre piaciuta l’idea di giocare in Serie A. Non la vedo come una rivincita ma come l’occasione per dimostrare il giocatore che sono. E riportare in alto la Fiorentina». La pressione, del resto, non lo spaventa: «Ho giocato in due piazze incredibili, al River e al Real, dove la maglia è pesante. A me tutto questo piace». Il gruppo, intanto, lo ha già conquistato («Ci sono molti giocatori di qualità che mi hanno sorpreso, specie Atta, Kean e Gudmundsson») ma poi c’è il Mastantuono lontano dal campo. La musica è una passione vera: «Suono la chitarra, come hobby. Ho tanti amici nell’ambiente della musica». E prima del calcio c’era stata la racchetta: da bambino era considerato un talento del tennis. Una disciplina che ha lasciato tracce anche nel suo modo di giocare, soprattutto nella cura del gesto tecnico. A Firenze, infine, ha ritrovato una parte della sua Argentina attraverso i consigli di chi lo ha preceduto. «Batistuta è una leggenda. Ma anche Nico Gonzalez e Martinez Quarta hanno fatto bene. Ho parlato con loro, mi hanno convinto a scegliere Firenze». Adesso, però, tocca a lui: «Lo dico subito, non mi voglio porre limiti». Il biglietto da visita più forte di tutti.

Lo riporta stamattina in edicola La Nazione