La Nazione: "Se Tonali dovesse andare al Tottenham, il Newcastle piomberebbe su Fagioli per sostituirlo"
Non c'è nessun incedibile e se l'offerta degli inglesi dovesse essere all'altezza della situazione, il centrocampista potrebbe anche partire.
Basta una mossa per cambiare gli equilibri del mercato. E quella del Tottenham per Sandro Tonali rischia di trasformarsi in un autentico effetto domino, capace di arrivare fino a Firenze. Gli Spurs hanno già trovato un’intesa di massima con il centrocampista del Newcastle sulla base di un contratto quinquennale da circa 12 milioni di euro a stagione e ora lavorano all’accordo tra i club (si parla di una valutazione clamorosa, attorno ai 100 milioni).
Se l’operazione dovesse andare in porto, il nome di Nicolò Fagioli potrebbe tornare immediatamente al centro delle strategie delle Magpies e questo è uno scenario che la Fiorentina segue con grande attenzione. Fabio Paratici considera Fagioli uno dei pilastri della squadra, specie dopo un girone di ritorno nel quale è stato tra i pochi a garantire qualità in una stagione complicata, eppure il direttore sportivo ha ribadito pubblicamente (continuando a confermarlo off-records anche nei colloqui con gli operatori di mercato) un concetto preciso: nella rosa di Grosso non esistono giocatori incedibili davanti a offerte in grado di soddisfare società e calciatore. Per questo il futuro dell’ex Juventus resta tutto da scrivere.
Molto dipenderà - come detto - dalle prossime mosse del Newcastle, chiamato a sostituire Tonali qualora il trasferimento a Londra si concretizzasse. Intanto la Fiorentina si sta già cautelando, visto che da tempo ha iniziato a valutare possibili alternative per il suo centrocampo: in cima alla lista ci sono Kristian Thorstvedt del Sassuolo e Fabio Miretti della Juventus. Al momento Fagioli resta un punto fermo del progetto viola, ma il mercato insegna che gli equilibri possono cambiare rapidamente. E se il Newcastle dovesse davvero affondare il colpo, allora anche a Firenze sarebbe inevitabile aprire una riflessione sul futuro di uno dei suoi uomini più rappresentativi.
Lo riporta stamattina in edicola La Nazione