Gudmundsson: "Orgoglioso di rappresentare la Fiorentina. Tifosi scontenti? Io do il massimo, ma capisco"
Gudmundsson racconta la sua storia tra famiglia, calcio e Firenze, parlando del suo ruolo in campo e del legame con la Fiorentina
L’attaccante della Fiorentina Albert Gudmundsson ha raccontato sé stesso in una lunga intervista ai canali ufficiali della Serie A, tra passioni, carriera e legame con Firenze. Ecco le sue parole:
“Il calcio è tutta la mia vita. Sono cresciuto in una famiglia di calciatori: gioco da quando ho memoria, già a 2-3 anni. Mia madre giocava, mio padre anche e tutte le mie sorelle giocano ancora oggi. Era quasi scritto che diventassi un calciatore. Oggi è il mio mondo e ne sono orgoglioso: è un privilegio e cerco di godermi ogni istante”.
Sulle origini della sua passione: “Si comincia in famiglia, poi a scuola giochi sempre di più e inizi ad allenarti. Ricordo che da piccolo andavo spesso agli allenamenti con mio padre, che giocava nella squadra del paese: è lì che è nato tutto, è lì che mi sono innamorato di questo sport”.
Poi il confronto tra Islanda e Italia: “Sono due paesi completamente diversi, per cultura, clima e stile di vita. In Islanda il tempo è spesso difficile, gli inverni sono bui, mentre qui mi sembra quasi di essere in vacanza, anche per il clima e il cibo. Le persone sono molto accoglienti, vivere qui è davvero bello. Prima di firmare per il Genoa ero già stato in Italia in vacanza e lì ho capito che volevo giocarci per una parte della mia carriera”.
Sull’impatto con Firenze: “La prima impressione è stata quella di una città splendida. Non sembra enorme, ma è molto viva. Adoro stare in centro, l’atmosfera è unica. Gli italiani hanno un grande gusto, soprattutto per la moda. Quando penso al Made in Italy, penso proprio allo stile di vita e alla cura dei dettagli”.
Gudmundsson ha poi parlato del rapporto con i tifosi: “Quando un giorno lascerò l’Italia o smetterò di giocare, mi piacerebbe essere ricordato come una persona semplice, uno che si prende un caffè in città. Non ho problemi a fermarmi per foto o autografi, fa parte del mio lavoro. È normale anche incontrare tifosi delusi per i risultati, ma lo capisco: io voglio sempre dare il massimo in campo”.
Infine, una riflessione sul suo ruolo e sul progetto viola: “Mi considero prima di tutto un giocatore offensivo, mi piace attaccare più che difendere. Posso giocare in diverse posizioni, ma mi sento al meglio da numero 10, dietro la punta. Sto bene anche sulle fasce. Sono un giocatore tecnico, che vuole il pallone per creare occasioni per sé e per i compagni. Firenze e la Fiorentina mi avevano cercato già prima del mio arrivo, volevano davvero portarmi qui. Il progetto mi ha convinto subito, dopo vari confronti con dirigenti e staff. Sono felice di rappresentare questa squadra e orgoglioso di farne parte”.