Galli: "Quando la Fiorentina è andata a impattare con il caso Kean, il cristallo viola ha subito vibrazioni"
Il giornalista Riccardo Galli non imputa al caso Kean le due pesanti sconfitte, ma rimarca il fatto che un certo peso potrebbe averlo avuto.
Piccolo viaggio nella crisi con cui la Fiorentina si è incamminata (incredibilmente) con l’inizio del campionato. Viaggio per capire – senza estremismi, senza accelerazioni – che cosa possa essere successo per mandare in tilt una squadra che porta dentro qualità (tanta qualità) a coincidere con due risultati horror come quelli contro Roma e Frosinone. La sensazione, senza riprove dirette ma con la certezza che in passato casi del genere hanno stravolto serenità e risultati di tante squadre, è che da quando la Fiorentina è andata a impattare con il caso (caos) Kean, in qualche modo il cristallo viola bello e perfetto, ha subito vibrazioni pericolose.
E in effetti, visto che l’operazione Como-Kean ha iniziato a prendersi la scena in modo concreto proprio al mattino della trasferta di Roma, è impossibile non collegare in qualche modo i tracolli della settimana appena trascorsa con il fatto che Moise da punto di riferimento della Fiorentina (definito non cedibile sul mercato a inizio agosto, e poi addirittura proprietario della maglia numero 9) è diventato quasi un ingombro legato a un mercato milionario in qualche modo inevitabile. Il caso-Kean degli effetti collaterali di sicuro li ha avuti. Li ha avuti a livello di ’assenza forzata’ sul campo (vedi le parole di Grosso), di ’assenza forzata’ nel gruppo (che fino a quel momento aveva lavorato con lui), li ha avuti a livello tattico con una Fiorentina che ha dovuto e voluto gettare nella mischia subito Pellegrino chiedendogli di fare il Moise. A lui che, per la verità, un Moise non è.
Lo scrive stamattina in edicola Riccardo Galli su La Nazione.