Ferrara duro: "A Pioli voto 2, non ha avuto nemmeno la dignità di dimettersi. Pradè l’ha avuta”
Benedetto Ferrara su La Nazione ha dato i voti alla stagione della Fiorentina, a cominciare da Pioli e Pradè
Addio Conference League, tu che ci hai insegnato come perdere due finali e a piangere come bambini. Tu con le tue città piene zeppe di consonanti che a pronunciarle pensi di aver avuto un attacco di tosse canina. Addio, grazie per tutto e ci auguriamo che la nostra gratitudine sia ricambiata, visto che nessuno ti è stato più fedele di noi. E qui, anche se la salvezza non è ancora matematica, è già tempo di bilanci, di giudizi e, perché no, di pagelle. Una stagione da 3,5, per un mercato estivo da 3 condito dalla sensazione che sia figlio di un’asta al fantacalcio organizzata dopo una sbronza di vodka al limone, quella che andava tanto di moda anni fa e metteva insieme un leggero sapore di vodka e un intenso gusto di detersivo per lavastoviglie.
Un 2 a Pioli ci sta benissimo, perché è viva la sensazione che sia stato lui a portare la bottiglia sul tavolo di Pradè (4), che però almeno ha avuto la dignità di dimettersi. Al mercato di gennaio va un affettuoso 5. Benino Solomon e Brescianini, al momento inspiegabili i soldi spesi per Fabbian e Rugani. Ma il mercato, lo sappiamo bene, in Italia lo fanno in buona parte i procuratori, che con la Fiorentina si divertono un bel po’. Niente voto al messiah Paratici, che a gennaio ha fatto quello che poteva ma che sarà valutato dalla matematica salvezza in poi.
E Vanoli? E qui il voto va scomposto per ovvie ragioni. La scalata a mani nude sugli specchi per portare fuori dall’abisso la squadra vale un bel 6,5, al netto dei molti errori e di sostituzioni psichedeliche, comprese le ultime contro il Palace, quando dopo il gol di Ndour il tecnico ha deciso che era inutile insistere perché quello che contava era uscire a testa alta. Idea preziosa se non fosse che la fuffa del voler cercare l’impresa valeva come una crema dimagrante urlata da Wanna Marchi. Vanoli sta all’Europa come Sal Da Vinci ai Pink Floyd. Anche lui è entrato nel club di quelli che “Ti voglio bene ma…”. Resta? Non resta? Ancora non è chiaro.
Chiare invece le sue parole a fine partita: “Stiamo ponendo le basi per il futuro”. Maledetta vodka al limone. Risata, sipario. E comunque vada un grazie sincero per lo sforzo e la passione. Dei singoli giocatori parleremo più in là, ma di sicuro se ne salvano pochissimi. Senza voto il cantiere Franchi, che come la tramvia è in divenire.
Per gli amanti del cinema va comunque detto che come scenografia di un film distopico, scuro e depressivo il cantiere Franchi era perfetto per questa Fiorentina, che se avesse avuto un po’ di ironia a fine partita sarebbe dovuta sempre andare sotto la Fiesole a chiedere scusa alla gigantesca gru, testimone silenziosa del più brutto calcio (o comunque uno dei più brutti) dei suoi cento anni di storia. Infine un applauso a tutti quei tifosi che non hanno mollato mai: acqua, gelo, caldo, paura e noia. “Forse non lo sai ma pure questo è amore” cit. Ma lo sappiamo, lo sappiamo bene