Desolati: "Mi sono rotto due volte la tibia, non riesco a capire quale sia il suo problema. Ho dei dubbi"
L’ex attaccante viola ha parlato del momento complicato del centravanti della Fiorentina, tra condizioni fisiche, rendimento e futuro.
Durante un collegamento con Lady Radio, Desolati ha commentato il delicato momento vissuto da Moise Kean, soffermandosi sulle polemiche legate alle sue condizioni fisiche e al rendimento delle ultime settimane.
“Io sono sempre stato un estimatore di Kean”, ha spiegato Desolati. “Quando metteva anima e intensità in campo gliel’ho sempre riconosciuto. Però nell’ultimo periodo qualcosa è cambiato, perché non è più il giocatore che avevamo visto in passato e che poteva trascinare la Fiorentina nel finale di stagione”.
L’ex attaccante ha poi espresso dubbi sulle reali condizioni fisiche del centravanti: “Non riesco ancora a capire bene quale sia il suo problema. Ho letto tante versioni diverse e sinceramente faccio fatica a comprendere perché non riesca più a giocare. Anch’io mi sono fratturato la tibia due volte in carriera, quindi conosco bene certe situazioni. Da quello che ho capito, però, nel suo caso non si parla di una frattura vera e propria”. Desolati ha aggiunto: “Nel calcio è normale prendere colpi e oggi con le protezioni moderne si può convivere con tanti problemi. Per questo mi chiedo come mai alcune volte giochi e altre no. Vorrei capire davvero cosa ci sia dietro”.
L’ex viola ha poi allargato il discorso anche al mercato: “Se fossi il presidente ci penserei molto prima di investire certe cifre su di lui. Quando sta bene è uno degli attaccanti più forti in circolazione, perché ha forza, grinta e caratteristiche che possono fare la differenza. Però situazioni come questa lasciano inevitabilmente dei dubbi”.
Infine, la riflessione conclusiva sul futuro del giocatore: “Il vero problema è capire quale club sarebbe disposto a spendere tutti quei soldi dopo una stagione così. Molto dipenderà anche dalla volontà di Kean stesso. Se resterà a Firenze dovrà farlo con convinzione e senza prendere in giro nessuno, perché la piazza merita chiarezza”.