“Le bandiere al cielo alzeremo, i tamburi a suonar torneran”, no, non siamo impazziti, per chi non lo sapesse, abbiamo semplicemente citato le prime due strofe di un coro cantato spesso in Curva Fiesole.

Così lo zoccolo duro della tifoseria gigliata sembrava quasi augurarsi un ritorno agli albori, a quello splendore che ha caratterizzato il periodo migliore del tifo fiorentino (e nazionale), ovvero gli anni ’80, quando gli stadi erano teatro di spettacolo sulle tribune, ma anche di tanta violenza per le strade.

Non è un caso se, progressivamente, il “Fenomeno Ultras” abbia perso forza, un po’ perché contenuto dagli organi di Governo, un po’ perché, con il tempo, molti dei “veterani” sono usciti dai giochi.

Così, anche la Curva Fiesole è stata coinvolta nel processo di ridimensionamento che ha colpito tutti gli organi del tifo organizzato dell’Europa centro-settentrionale, riuscendo ugualmente a farsi valere discretamente nel panorama nazionale.

Tuttavia qualcosa è pur sempre mancato, qualche decibel magari, o forse solamente un tocco di colore in più. Ecco perché due settimane fa siamo rimasti a bocca aperta, quando la Fiesole ha innalzato il suo primo coro della stagione.

Voci alte, sincronia, i tamburi, le bandiere e le mani al cielo. Increduli, cercavamo nello sguardo dei nostri colleghi in tribuna stampa lo stesso nostro grado di sorpresa. In pochi, però, sembrano essersi accorti del salto di qualità, di quella scintilla che abbiamo notato noi.

Noi che, per inciso, frequentavamo la Curva Fiesole fino a un paio di anni fa, fino a quando siamo passati “dall’altra sponda”, quella della stampa, attirando su di noi il generico sentimento di diffidenza che il pubblico spesso attribuisce ai media. Poco importa, comunque.

Se la nostra mente, infatti, ormai è concentrata su questioni puramente tattiche e di commento rispetto a ciò che vediamo, il nostro cuore è ancora all’ombra della Fiesole, come lo è stato per più di 10 anni, e non nascondiamo l’emozione forte che la Curva ci ha regalato durante il match contro il Chievo.

Anzi, senza retorica affermiamo che il vero spettacolo sono stati proprio i tifosi, assai di più della partita stessa, vinta per 1-0 dalla Fiorentina che non ha assolutamente dominato il modesto avversario.

Ecco perché oggi ci siamo sentiti in dovere di elogiare i tifosi, dato che quasi nessuno degli organi competenti lo ha fatto. Chissà, forse dalla prossima partita non ci sarà neanche più bisogno di intonare quel coro nostalgico che abbiamo menzionato all’inizio dell’articolo. Noi ci speriamo e, nel frattempo, ci togliamo il cappello. Chapeau, Curva Fiesole!!
Tommaso Fragassi

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