CorSport: “Vanoli chiedeva una squadra più forte, ora torna e troverà quella che voleva"
Dopo aver chiesto invano rinforzi, Vanoli torna e trova una rosa finalmente più competitiva
Nell'inaspettata evoluzione del rapporto tra Paolo Vanoli e la Fiorentina alcune frasi, pronunciate dal nuovo-vecchio allenatore, risultano profetiche. La prima risale a fine novembre 2025, dopo la sua prima sconfitta in campionato, a Bergamo, quando in conferenza stampa spiattella uno dei punti deboli di quella rosa: «Non ho a disposizione esterni alti di ruolo, nel calcio di oggi diventa difficile farne a meno»; poi, a fine maggio, nei giorni di limbo in attesa della decisione di Fabio Paratici, parla del suo futuro: «Non voglio rimanere per riconoscenza, voglio portare la Fiorentina in alto e vorrei una Fiorentina forte».
Dopo i due mesi horror di Fabio Grosso e le discussioni degli ultimissimi giorni, Paratici è stato costretto a tirare il maniglione antipanico ed ecco che, per magia, in una notte si è ri-materializzato l'allenatore della salvezza semi-miracolosa. Che adesso ha la vettura che chiedeva, anche se non era stata costruita per lui. A cominciare dagli esterni: con tutto il rispetto per Solomon e Harrison, presi a gennaio per tamponare la falla, Gnonto, Njie, ma soprattutto Goncalves e Mastantuono, due che esterni puri non sono ma partono comunque da quelle zone di campo, hanno un altro lignaggio e altre prospettive. Ci sono pochi punti di contatto con la rosa 2025-26, visto il ripulisti chiesto dalla piazza e assecondato dalla dirigenza in estate. C'è il portiere, David De Gea, a cui lui stesso ha conferito i galloni da capitano. E poi cinque giocatori di movimento che ha valorizzato: Dodo, Pongracic, Ranieri, Fagioli, Ndour (gli altri sono Brescianini, Parisi ancora ai box e Christensen e Lezzerini). Da loro proverà a ripartire. Lo riporta il Corriere dello Sport.