Corriere fiorentino su Oulai e Fagioli: "Lunedì Vanoli può rilanciare l'ivoriano. Ma la sfida è farli giocare insieme"
Non solo un semplice ballottaggio: la tentazione di Vanoli verso il Mapei Stadium riguarda l'inserimento di Oulai, ma l'obiettivo di fondo resta la convivenza tattica con Fagioli.
Erano, insieme a Franco Mastantuono, i volti copertina di un sogno di mezza estate. Quelli che più di ogni altro potevano portare la Fiorentina in un’altra dimensione. Del resto si sa, da che calcio è calcio è lì, in mezzo al campo, che si costruisce la forza di una squadra. Loro sono Arthur Atta, Christ Inao Oulai e Nicolò Fagioli. Ed è vero, fossero arrivate offerte all’altezza probabilmente quest’ultimo sarebbe andato incontro allo stesso destino di tanti suoi (ex) compagni della Fiorentina della scorsa stagione, ma una volta rimasto in molti hanno pensato che quello costruito da Fabio Paratici sarebbe potuto diventare un centrocampo tra i migliori del campionato. Talento, qualità, forza fisica, strappi. Difficile, sulla carta, immaginare qualcosa di meglio.
Tra il dire e il fare però c’è di mezzo il mare e per i viola la traversata si è presto rivelata molto ma molto più tormentata del previsto. Infortuni, equivoci tattici, ricerca della piena maturazione. Per un motivo o per l’altro insomma quel terzetto non si è praticamente mai visto e la gara dell’altra sera con l’Atalanta ha riproposto per l’ennesima volta il tema. Una partita nella quale Paolo Vanoli ha proposto per la seconda volta di fila lo stesso identico terzetto dello scorso anno (Ndour, Fagioli, Brescianini) salvo poi strambare all’intervallo. «Ho sostituito Fagioli con Oulai per questioni tattiche», ha poi spiegato il mister, anche se in molti hanno pensato ad una bocciatura (parziale, ovviamente) per l’ex Juve. Del resto i suoi numeri sono stati impietosi: 1 solo passaggio chiave a fronte dei 34 su 38 totali riusciti, 7 palloni persi, 0 duelli vinti su 3, 3 dribbling subiti, nessun contributo difensivo, 0 intercetti.
Una prova a dir poco negativa, a cui ha fatto da contraltare l’impatto più che positivo di chi (Oulai) era stato (ed è) descritto dall’allenatore come sostanzialmente «non ancora pronto» per giocare nel nostro campionato. In 45’ l’ivoriano (che contro Como e Inter non aveva messo piede in campo) ha completato 18 passaggi su 20, ha vinto 2 duelli su 4, non ha subito alcun dribbling ha recuperato tre palloni aggiungendoci 4 contributi difensivi e un intercetto. Una bella risposta e, di conseguenza, una candidatura prepotente in vista della gara di lunedì prossimo col Sassuolo. Giocherà titolare? E se si, lo farà con o al posto di Fagioli? Difficile rispondere, anche se fino ad ora i due hanno giocato insieme soltanto 80’: 2 volte con Grosso, più 45’ a Genova con Vanoli. Certo, se la Fiorentina vuol esprimere tutto il suo potenziale prima o poi dovrà riuscire a farli convivere, così come un rilancio non può che passare dal recupero di Atta. «Lo voglio solo al 100%» ha ribadito lunedì Vanoli. Fuori ormai da più di un mese (l’ultima gara giocata è stata quella col Napoli, il 20 settembre) il francese sta meglio e il mirino è puntato sulla Juventus. Potrebbe esser quella, pur mantenendo cautela, l’occasione giusta per riaverlo (almeno) in panchina.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino