Corriere fiorentino su Kean: "La parola d'ordine è prevenzione. Preparazione costruita per non forzare il rientro"
Sembra evidente che tutta la preparazione estiva di Kean sia stata studiata nei minimi dettagli per consentire al calciatore di ritrovare il massimo della condizione.
Un oggetto prezioso, e quindi da maneggiare con cura. Sotto tutti i punti di vista. E chi pensava che l’estate di Moise Kean potesse filar via serena e senza la minima turbolenza probabilmente si illudeva. Del resto, parliamo comunque del centravanti titolare della Nazionale e sarebbe strano se nessuno ci facesse anche solo un pensierino. E se è vero che era facile immaginare che i 15 giorni della clausola non avrebbero prodotto sorprese (62 milioni sono una cifra troppo alto per un giocatore reduce da una stagione complicatissima) è altrettanto evidente che adesso, con la possibilità di trattare, tutto può tornare in discussione.
Mercato, quindi, ma non solo. E così veniamo all’altro argomento che continua a far parlare e che è destinato comunque a influenzare anche eventuali trattative: come sta Moise? Domanda lecita, considerato quanto successo negli ultimi mesi, e che (quasi) quotidianamente si alimenta di nuovi dubbi. Meglio far chiarezza, quindi, a maggior ragione dopo una giornata (quella di ieri) nella quale il bomber viola è tornato ad allenarsi a parte. Mettici poi l’improvvisa convocazione del giovane Braschi (arrivato ieri in Inghilterra) ed ecco scattare il (falso) allarme. La realtà infatti, fatta filtrare dalla società così come da chi gestisce e cura gli interessi del calciatore, è che esiste un piano concordato all’inizio dell’estate. Della serie: l’obiettivo è far si che Kean arrivi nelle migliori condizioni possibili al via delle partite ufficiali e, per farlo, bisogna procedere con la massima attenzione. Evitando forzature eccessive, e lasciando che il fisico (e in particolare la tibia) di Moise assorbano con i tempi giusti carichi di lavoro a lungo dimenticati. In sintesi: la tibia sta bene, non esiste ricaduta di alcun genere, ma stiamo parlando di un calciatore che non gioca un match ufficiale dal 4 aprile e che, da quel giorno, non si era praticamente più allenato con i compagni.
Per questo, staff medico, staff tecnico, società, giocatore e relativo entourage si son trovati d’accordo nello strutturare un programma che in quest’estate alterni allenamenti col gruppo a sedute personalizzare. In una parola: prevenzione. Non ci sarebbe da stupirsi insomma, anche se Grosso deciderà soltanto oggi, se Kean dovesse saltare l’amichevole col Watford, anche perché il programma personalizzato prevedeva proprio questo: un’amichevole sì, una no. E visto che Moise ha giocato col Qpr, è lecito attenderlo in campo solo sabato col Real. Kean a piccole dose insomma, anche per questioni di mercato. È evidente infatti che un nuovo infortunio allontanerebbe qualsiasi potenziale acquirente così come lo è il fatto che questo problema ormai cronico spinga chi lo vuole a porsi qualche domanda in più. Sullo sfondo resta comunque il Como, che prima di affondare deve però chiudere per un difensore centrale. E poi il Lipsia, e chissà quale altro club dall’estero. Situazione fluida quindi, con Paratici che lavora per non farsi trovare impreparato. Sono due, ora come ora, i nomi in cima alla lista: Pellegrino (che il Parma liberebbe anche in prestito oneroso con diritto/obbligo di riscatto per complessivi 30 milioni) e Santiago Gimenez, del Milan. Idee, che potrebbero trasformarsi in qualcosa di più qualora davvero arrivasse qualcuno con 38-40 milioni per Moise. Per il resto i viola continuano a lavorare sottotraccia per gli attaccanti esterni (e in particolare per Mastantuono), attendono di chiudere per Joao Mario e aspettano Valdepenas. Questione di ore, ormai, e poi anche questi saranno affari fatti. Per Kean invece, avanti piano. In campo, e sul mercato.
Lo riporta stamattina in edicola il Corriere fiorentino