Il protagonista

Corriere fiorentino su Aquilani: "Domani affronterà il suo passato, ma ora il suo Sassuolo è in difficoltà"

La sfida del cuore in un momento di crisi: Alberto Aquilani incrocia la sua storia a Reggio Emilia, ma la priorità del suo Sassuolo è ritrovare punti per uscire dal guado

01 novembre 2026 10:56
Corriere fiorentino su Aquilani: "Domani affronterà il suo passato, ma ora il suo Sassuolo è in difficoltà" -
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Come tutti gli allenatori è soggetto alle turbolenze dei giudizi, soprattutto quando i risultati cominciano a venir meno. Anche per questo, esattamente come l’avversario al quale stringerà la mano domani prima di Sassuolo-Fiorentina, anche Alberto Aquilani è sotto esame. Strano a dirsi, ma come Vanoli anche il tecnico dei neroverdi è passato in fretta dalle stelle alle stalle, celebrato soltanto un mese fa come eventuale successore di Fabregas in quanto allenatore emergente tra i più apprezzati per il bel gioco proposto e oggi alle prese con la bellezza di 10 gol incassati nelle ultime due partite di campionato, con Frosinone e Lazio, oltre a una posizione in classifica che si è fatta scomoda.

Solo che per l’ex «Principino» di Roma, tassello di un centrocampo che a Firenze viene ancora celebrato, quella ai viola è pure sfida dall’alto tasso emozionale (giocherà contro i viola per la prima volta da allenatore), e non solo per quanto vissuto da calciatore in un triennio Montella rimasto tra i periodi migliori dell’ultimo decennio. Aquilani allenatore poi è praticamente nato a Firenze, là dove Pradè gli aveva aperto le porte della Fiorentina chiamandolo ad allenare la formazione under 18 nell’anno dell’arrivo di Commisso.

Dai 15 gol in 105 presenze come interprete di un trio completato da Pizarro e Borja Valero a tecnico di una Primavera sempre vincente (3 Coppe Italia e 2 Super coppe di categoria oltre a una finale scudetto persa contro il Lecce di Corvino) il passo è stato brevissimo, e comunque sempre in parallelo con la prima squadra viste le prime esperienze maturate nello staff di Iachini.

Poi la prima esperienza a Pisa in un percorso che l’allora dg Barone immaginava fino al ritorno sulla panchina della prima squadra, seppure la scomparsa del dirigente e le successive scelte della società siano poi finite su Palladino. Un cambio di direzione che certamente lo ha deluso, ma niente che gli abbia impedito di costruirsi una carriera che resta in ascesa, figlia di un’ottima stagione a Catanzaro in cui ha sfiorato una clamorosa promozione in A mancata solo in finale playoff, e di un avvio d’annata in cui anche a Sassuolo ha fatto parlare di sé. Merito di 2 vittorie e un pareggio arrivati dopo il k.o. all’esordio contro l’Atalanta, e in particolare di un 3-2 alla Juventus che aveva spinto persino Fabregas, allenatore tra i più celebrati del momento, a incensarlo pur smentendo voci di un’eventuale successione in quel di Como.

Oggi lo spirito «giochista» di Aquilani si scontra con numeri simili alla Fiorentina, e per questo non esaltanti. Con 22 reti al passivo la sua difesa è la penultima della serie A, dietro a quella del Monza a 24 e davanti ai viola a quota 21, mentre i 3 punti non arrivano da 5 turni, al pari di Mastantuono e compagni. Anche per questo, domani alle 18,30, Aquilani potrebbe vestire panni più pragmatici rispetto al solito mettendo da parte anche i ricordi, chiedendo più punti che gioco a suoi e puntando sul rientro di Matic davanti alla difesa, alla ricerca di quello stesso equilibrio che Vanoli va inseguendo da settimane.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino