Corriere fiorentino: "Molti senatori in bilico. Neanche De Gea e Fagioli sembrano incedibili"
La rivoluzione di Paratici potrebbe essere molto profonda. Per il bene del bilancio, Fiorentina sarà costretta a fare scelte dolorose.
Si sa, le bandiere nel calcio moderno non trovano più spazio, anche da dirigenti dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Allora non deve stupire il fatto che un bel po’ di «senatori» viola, con l’inizio dell’ottava stagione della gestione Commisso (appuntamento certificato dalla conferenza stampa di Paratici e Ferrari in programma domani), siano in bilico.
La tanto attesa rivoluzione potrebbe non guardare in faccia nessuno, inclusi coloro che vantano le più lunghe permanenze in maglia viola. Dopo aver salutato tra l’estate 2024 e il gennaio 2025 prima Biraghi e poi Milenkovic, rispettivamente i calciatori con il maggior numero di presenze dall’arrivo della proprietà americana nel 2019 (266 il terzino sinistro, 264 il difensore serbo) adesso sono almeno tre i senatori che attendono di capire che mercato sarà quello estivo, Dodò, Mandragora e Ranieri, oltre a un quarto di rientro, vedi Sottil, ma destinato a ripartire in fretta.
Insomma se nemmeno De Gea o Fagioli possono vantare il titolo di «incedibili» significa che nel nome del rafforzamento Paratici potrebbe operare anche scelte dolorose. E se su Dodò, nonostante le 161 presenze, i prodromi di una separazione sono già stati confermati dai sondaggi di Napoli e Roma, e dal like regalato dal brasiliano alle immagini social di Gasperini al lavoro a Trigoria, su altri due vecchi dello spogliatoio come Rolando Mandragora e Luca Ranieri pesa la spada di Damocle di un mercato in cui la Fiorentina dovrà soprattutto vendere, mentre il futuro di Riccardo Sottil potrebbe essere (nuovamente) altrove.