Corriere fiorentino: "La Fiorentina è tutto tranne che una squadra e la sensazione è che sia ancora in mezzo al guado"

Occorre vincere per festeggiare degnamente il centenario, ma anche per scrollarsi di dosso la pesante sconfitta dell'esordio contro la Roma.

29 agosto 2026 11:11
Corriere fiorentino: "La Fiorentina è tutto tranne che una squadra e la sensazione è che sia ancora in mezzo al guado" -
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Siamo appena alla seconda giornata e la classifica è giusto non guardarla, ma la batosta di Roma e il conseguente ultimo posto, come l’anno scorso per troppi mesi, hanno gettato secchiate di acqua gelida sull’entusiasmo di un’estate che ha fatto sognare i tifosi viola. La Fiorentina ha molti motivi per battere il Frosinone, intanto per festeggiare degnamente i cento anni della sua storia meravigliosa, ma anche per allentare la pressione che il 4-0 dell’Olimpico ha caricato sulle spalle ancora fragili della giovane banda di Grosso.

Non sarà facile perché la Viola vista all’esordio è sembrata tutto tranne che una squadra e la sensazione è che sia ancora in mezzo al guado. Senza contare i danni dilaganti dal mercato permanente. Le porte al Viola Park sono girevoli e quelli realmente concentrati sulla partita rischiano di essere pochi. La strada, insomma, è in salita. Il Centenario deve essere uno stimolo e non una distrazione perché quello con il Frosinone, senza drammatizzare, è già un primo bivio. Grosso va aiutato e protetto. Ma serve vincere per cancellare i fantasmi del passato e aumentare l’autostima del gruppo. L’allenatore a Roma ha sbagliato (quasi) tutte le scelte, ma non deve essere facile lavorare in queste condizioni: Kean sempre più lontano, ma anche Dodò, Gudmundsson, Mandragora e Fagioli in queste ore concitate si staranno chiedendo quale sia il loro futuro. Tutto normale, figlio di un mercato folle che dovrebbe chiudersi almeno una settimana prima dell’inizio del campionato. Anche la protesta degli allenatori è fine a sé stessa. Quello che ci ha allarmato però è la condizione psico fisica della squadra.

La squadra di Gasperini aveva non solo le idee più chiare, ma anche più rabbia, più grinta, più intensità. Si poteva mettere in preventivo la sconfitta, non l’umiliazione, come l’anno scorso con Vanoli. Testa e gambe. E un po’ di sano veleno.

L’approccio giusto per farsi trascinare da quel che resta dello stadio Franchi in lenta ricostruzione. Grosso a Roma ha rinnegato i primi 45 giorni di lavoro, adesso deve sistemare le pedine al loro posto, trasformare la prudenza in coraggio e sfruttare la qualità degli interpreti.

«Non predico calma, dobbiamo giocare una grande partita», ha ricordato alla vigilia, rimanendo però molto abbottonato. L’importante è che la sua creatura abbottonata non lo sia in campo. Giocare, attaccare, rischiare. Firenze ha voglia di innamorarsi di nuovo della sua squadra dopo le sofferenze lunghe tutta la scorsa stagione. «Non è facile ottenere subito dei risultati. Dobbiamo tirare fuori il massimo dagli investimenti fatti e costruire qualcosa di bello».

L’occasione è ghiotta. Il calendario, con due partite casalinghe, Frosinone e Torino, e la trasferta di Venezia, va sfruttato. E per un giorno lasciamo le follie del mercato da parte. Il Franchi, o quel che ne resta, deve tornare a essere un fortino quanto più possibile inviolabile. Firenze e la Fiorentina insieme: nel segno della sua storia centenaria.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere fiorentino