Corriere dello Sport: "Mai così male in difesa da 34 anni. In campionato solo il Monza ha fatto peggio"
Il tecnico varesino una scelta precisa comunque l’ha fatta proprio per la coppia di centrali in queste tre partite, ovvero Dragusin-Ranieri, con risultati alterni
«Sembra che sia diventata una vergogna difendere bene». Quando l’ha detto, Allegri aveva altri pensieri che la Fiorentina, ma numeri alla mano il discorso riguarda da vicino anche questa Fiorentina. Molto da vicino. Perché bisogna andare indietro di trentaquattro anni e altrettante stagioni per ritrovare una difesa viola che abbia fatto peggio di quella attuale dopo otto partite disputate, tutte le competizioni comprese: sono 15 i gol subìti oggi, erano stati 18 nel 1992-93, l’anno della retrocessione in cui incise pesantemente il 3-7 al Franchi contro il Milan della quinta giornata. Da allora, in tutto quello che c’è stato nel mezzo a vari livelli in Italia e in Europa, mai così tanti. Per dire: nemmeno nel 2001-02 e nell’altra retrocessione, poi diventata fallimento, quando erano stati 14.
PRIORITÀ. Segno che quella di aggiustare la difesa o, meglio, la fase difensiva per non scaricare tutte le responsabilità su Ranieri e compagni che sarebbe ingiusto e ingiustificato, è ancora una priorità nel percorso di crescita a sua volta propedeutico alla risalita in classifica. I problemi sono emersi subito netti, chiari, preoccupanti, con Grosso in panchina: quattro reti incassate all’Olimpico contro la Roma, cinque tra Frosinone (3) e Torino (2), nelle due partite casalinghe che poi sono costate il posto al tecnico ex Sassuolo non passato “indenne” neppure dalla Coppa Italia (4-1 contro il Benevento all’esordio assoluto). Chiaro che la debolezza del sistema, con annessa incapacità di evitare più gol al passivo, sia stata la causa principale della Fiorentina disastrosa dei turni iniziali e di certo nel rendimento pessimo ha inciso la composizione della linea arretrata differente in tre casi su tre, a cominciare dalla coppia centrale: da Dragusin-Ranieri a Dragusin-Viery passando per Dragusin-Pongracic dalla Roma al Torino. Non sarà stato solo per quello, ma quei nove gol subìti in campionato si spiegano anche così.
SCELTE. Con Vanoli le cose sono migliorate (peggio era oggettivamente difficile) e intanto la squadra viola è riuscita a mantenere imbattuta la porta di De Gea almeno una volta (Fiorentina-Pisa 3-0 del secondo turno di Coppa Italia: Dragusin-Pongracic sempre per la cronaca la coppia centrale con Joao Mario a destra e Valdepeñas nell’occasione in partenza), ma non in Serie A, dove due sono stati i gol presi sia a Venezia che a Genova e uno contro il Napoli al Franchi, e i più “pesanti” sicuramente gli ultimi alla ripresa della sosta perché non bilanciati in attacco e quindi motivo della sconfitta a Marassi. E sempre intanto, il tecnico varesino una scelta precisa comunque l’ha fatta proprio per la coppia di centrali in queste tre partite, ovvero Dragusin-Ranieri, con risultati alterni: più ombre che luci con il Venezia, sicuramente bene con il Napoli (miglior prestazione) e molto male con il Genoa, insomma non è ancora la formula perfetta e difatti Vanoli ci sta ragionando sopra in vista del Como. Sui due nel mezzo, ma anche sui terzini (Viery potrebbe essere preferito all’ex Real nella scelta “conservativa” da tirare fuori con squadre che hanno esterni d’attacco) e fermo restando in assoluto che l’aiuto indispensabile deve venire dal centrocampo. Come non è accaduto in queste otto partite: ed ecco spiegati i 15 gol.