Corriere dello Sport: "La Fiorentina non ci sta e protesta. Nel mirino anche il gol annullato a Pongracic"
La Fiorentina contesta fortemente la direzione presa dalla partita dopo il primo dei due ed esprime grandi dubbi sul secondo
L a Fiorentina non ci sta. O, meglio, ci sta perché la linea comportamentale del club è chiara, ma non per questo sarà accettato passivamente, né oggi e né mai, quello che al Viola Park è considerato un vero e proprio torto arbitrale subìto domenica pomeriggio contro il Como. Anzi, due: il fallo non fischiato di Milla ai danni di Gonçalves e da cui, su quella palla scappata al possesso del portoghese, è nata l’azione del vantaggio del Como, più poco dopo il gol del possibile 2-2 annullato a Pongracic per fuorigioco dopo oltre quattro minuti di revisione al Var, però non nella maniera prevista dal disciplinare in questi casi a causa del mancato funzionamento del software del SOAT, acronimo dall’inglese Semi-Automated Offside Technology, la misurazione semi automatica del fuorigioco.
DUE PEGGIO DI UNO. Senza imputare la sconfitta contro la squadra di Fabregas a questi due episodi, la Fiorentina contesta fortemente la direzione presa dalla partita dopo il primo dei due ed esprime grandi dubbi sul secondo. Da qui la decisione del club di sottolineare l’oggettivo rilievo di fatti comunque decisivi sull’asse Di Bello al Franchi e sala Var a Lissone, inoltrando un bell’incartamento (elettronico) agli uffici della Lega Calcio. Alla Lega perché, al momento, non c’è coordinatore dei club, o meglio c’è (è l’ex internazionale Andrea De Marco) ma non riesce a lavorare con Orsato&c. Sia come sia, al Viola Park si aspettano risposte esaustive e precise, che accontentino la voglia di sapere di dirigenti, squadra e allenatore, e anche e soprattutto dei tifosi. Ricapitolando e prendendo in prestito la disamina fatta da Edmondo Pinna nell’edizione di ieri del Corriere dello Sport-Stadio con una competenza e una padronanza della materia che non lasciano spazio a interpretazioni di sorta. Fallo di Milla su Gonçalves, minuto 32: “Cos’altro serve (a Di Bello per fischiare, ndc) se un difensore ti trattiene (sul petto), ti mette una gamba sopra la tua e con quella ti schiaccia la sinistra al livello del polpaccio, placcandoti?”. Gol annullato a Pongracic (49’) dopo oltre quattro, interminabili minuti: “Un’eternità nel VOR. Motivo? Non funzionava il SAOT (5 cm di margine d’errore), hanno risolto con il Cross AIR 3D che però, sulle piccole distanze, non ha la stessa accuratezza del SAOT, i centimetri diventano 15 (anche perché si usano telecamere differenti: nel primo caso, ad esempio, dedicate a 100 fps). Sicuro sia stata una scelta saggia? Possono esserci certezze granitiche o era meglio lasciare la decisione del campo, cosa prevista dal protocollo VAR?”.
ERRORI E RIMEDI. Difficile per non dire impossibile che nella protesta della Fiorentina non siano stati inseriti questi passaggi così dettagliati e così chiari nella spiegazione delle varie dinamiche, perché di quello si tratta: una protesta non fine a se stessa, anche se non avrà e non può giustamente avere effetti sul risultato determinato sul campo (altrimenti non se ne uscirebbe più), ma che punta ad ottenere risposte sul modo e i modi che determinano certi errori dell’arbitro, della sala Var, di tutti e due, e se c’è la volontà di porvi rimedio. Al Viola Park si augurano che siano “valide e soddisfacenti”.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport