Corriere dello Sport incorona Ndour: "Dopo l’eurogol con l’U21 porta energia positiva ai viola"
Con questa meraviglia che fa brillare ancora gli occhi, se ne è tornato subito a Firenze, depositando uno zainetto di energia positiva da distribuire nel gruppo
Quella prodezza da 65 metri e mezzo è una firma d’autore che ha pochi precedenti nella storia del calcio. I cuori viola ricorderanno Biraghi da una sessantina di metri che beffa il portiere dell’Hellas Montipò il 27 febbraio 2023 a Verona. Stavolta Cher Ndour ha esportato il colore viola in un contesto europeo, con la maglia azzurra dell’Under 21, inventando quella traiettoria a portiere polacco abbondantemente fuori dai pali per entare nella storia. E con questa meraviglia che fa brillare ancora gli occhi, se ne è tornato subito a Firenze, depositando uno zainetto di energia positiva da distribuire nel gruppo in attesa che sabato si giochi a casa di un Genoa che vuole provare a dare la svolta ad avvio complicato, figlio prevalentemente di un “non mercato” rispetto alle cessioni e alle risorse portate in cassa. Ma certo nemmeno la Fiorentina è nella condizione di lasciare qualcosa per strada: Paolo Vanoli è impegnato nel lavoro (che già conosce bene) di rimettere dritta la nave e Cher Ndour, a dire il vero dall’inizio della stagione, già con Fabio Grosso, è un punto fermo dello schieramento viola. Lunedì a Pescara ha giocato una partita strabiliante e con la fascia da capitano al braccio: lui, Koleosho e Liberali sono stati il motore dello spettacolare 6-2 con cui i polacchi sono stati strapazzati e in un colpo solo sono arrivati per l’Under 21 primo posto nel girone e pass per l’Europeo.
FOCUS. Ndour ha agito da mezzala sinistra e quella è stata la fascia che ha devastato la Polonia da subito: con lui nel mezzo, Bartesaghi dal basso e Koleosho negli ultimi 30 metri, che poi l’esterno del Paris FC ha fatto diventare 40, 50, 60... non si sa quanto abbia corso lunedì a Pescara Koleosho, qualcuno pensa sia ancora lì. Cher ha agito da finalizzatore e suggeritore: è stato lui che ha messo la gara in discesa dandole un indirizzo preciso con il secondo e il terzo gol, quello stellare da 65 metri e mezzo (il suo primo era nato da un’incursione con perfetta scelta di tempo per andare in elevazione e raccogliere il crosso dal fondo di Liberali). Durante la gara il centrocampista della Fiorentina ha interpretato il ruolo secondo quanto gli aveva richiesto Silvio Baldini, ovvero facendo sentire in alternanza con Pisilli (la mezzala destra) il sostegno al tridente d’attacco. Quello che è successo con il gol di Lipani: il filtrante di Ndour sembrava essere stato disegnato con l’ausilio di un compasso e il regista del Sassuolo ha dovuto solo seguire la linea ideale della palla per andare a prenderla prima degli altri e a depositarla in rete.
CARICA. Due gol e un assist, cosa chiedere di più a questo giovane cittadino del mondo del calcio, partito da Brescia, passato per l’Atalanta e capace a 16 anni di scegliere Lisbona e il Benfica, per poi volare a Parigi dai plenipotenziari del Psg, quindi una nuova tappa portoghese a Braga, Istanbul sponda Besiktas e dall’estate 2025 la Viola. E 7 trofei in bacheca. «Torno stasera a Firenze - ha detto lunedi da Pescara, con il sorriso raggiante - Abbiamo una partita importante da preparare». Ecco la voglia che Cher Ndour riporta nello spogliatoio. Quell’eurogol lo ha definito «un gesto casuale», intendendo dire non pensato, istintivo. Beh, dovesse venirgliene un altro e un altro ancora, a Firenze sono ben disposti a spellarsi le mani.
Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport