L'analisi

Corriere dello Sport: "Fiorentina-Juve per trovare l'identità. La sfida che non può essere fallita"

Contro i bianconeri Vanoli cerca risposte definitive: al Franchi non sono ammessi altri passi falsi, serve una vittoria per dare un'identità alla squadra e rilanciare la stagione

07 novembre 2026 10:04
Corriere dello Sport: "Fiorentina-Juve per trovare l'identità. La sfida che non può essere fallita" - Firenze, Stadio Franchi, 29.10.2026, Fiorentina-Atalanta, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 29.10.2026, Fiorentina-Atalanta, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Forse la Juventus è proprio quello che ci vuole e nulla c’entrano ovviamente le difficoltà della squadra di Spalletti, che la doppia vittoria in quattro giorni contro Napoli in campionato e Az Alkmaar in Europa League ha peraltro allontanato. Serve per un motivo che va oltre il campo: il senso d’appartenenza è la strada più corta (non scorciatoia) nella ricerca di una Fiorentina che abbia una propria identità, dopo che al Viola Park in queste ultimi due anni c’è stato un viavai di calciatori che nemmeno a Santa Maria Novella all’ora di punta, con tanti calciatori italiani che se ne sono andati. Ecco perché la Juventus è quello che ci vuole a De Gea e compagni.

STORIE E IDENTITÀ. Basta che là dentro, Vanoli, il portiere spagnolo non citato a caso e non solo per essere il capitano e con lui Ranieri, i dirigenti di vecchia data, magari anche quelli presi in “prestito” dal settore giovanile che sono vicini all'idea, abbiano spiegato che cosa significa la Juventus per Firenze e i tifosi viola in modo da trasmettere questo sentimento (sì, sentimento) ai nuovi arrivati, a chi il calcio italiano l’aveva visto solo da lontano e non può oggettivamente sapere che cosa sono certe partite. Spiegarlo a Mastantuono e Valdepeñas, a Oulai, Viery e Gonçalves, ricordarlo a chi alla Juventus c’è passato come Fagioli, Joao Mario e Dragusin: non è provincialismo (e se lo fosse, chissene), né orizzonte limitato, ma più “semplicemente” sono storie di vita sviluppate nel corso dei decenni attraverso vari episodi per arrivare a produrre quello che a Firenze e tra i tifosi viola è stato tramandato di padre in figlio, di generazione in generazione. Storie come tante ne esistono nel calcio a tutti i livelli e in tutti i Paesi, e magari hanno un altro racconto per coniugare spesso lo sport con l’epica: invece, Fiorentina-Juventus non è una partita come le altre e non lo sarà mai al cambiare delle situazioni e dei protagonisti, perché di qua ci sarà sempre la Fiorentina e di là la Juventus. 
 
SENSO D’APPARTENENZA. E allora si torna al punto di partenza: la squadra di Vanoli non è ancora definita, e non lo dice soltanto la classifica che rimane il metro di giudizio perfetto per qualsiasi tipo di valutazione. Lo dicono tanti altri aspetti, che vanno ad incrociare l’inserimento dei tanti nuovi che sono a Firenze da poche settimane col rendimento del gruppo nel suo complesso, il cambio di allenatore in panchina dopo appena tre gare di campionato con la mancanza di una linea di direzione dei programmi e delle ambizioni sottolineate dai 150 milioni spesi sul mercato. C’è un modo per unire tutto e si chiama senso di appartenenza. C’è Fiorentina-Juventus domani.

Lo scrive stamattina in edicola il Corriere dello Sport