Che la trasferta di Genova non sarebbe stata una passeggiata di salute era evidente fin dalla vigilia. Tuttavia se dopo soli 5′ di gioco il destro velenoso di Bruno Fernandes modifica subito il risultato sul tabellone i piani della banda di Sousa appaiono più che stravolti.

La Viola però supera (finalmente) l’immobilismo al quale troppo spesso ci ha abituati e, prima con Gonzalo (al primo gol in stagione) poi con Babacar (ancora e sempre più decisivo), acciuffa la Samp che, nel frattempo, era riuscita a riportarsi nuovamente in vantaggio con il neo entrato Ricky Alvarez. L’occasione d’oro però arriva (come ormai spesso accade) nel recupero, ma Babacar si fa ipnotizzare dal fiorentino Viviano che, a giochi fatti, gli suggerisce un ripasso dell’uno contro uno con il portiere.

Parlare con il senno di poi è fin troppo facile, o almeno più facile di infilare l’estremo difensore doriano in pieno recupero. Tuttavia i risultati del pomeriggio fanno riflettere, e non poco…

L’Inter cade – per la seconda volta consecutiva – e lo fa nel modo più rocambolesco possibile, ossia sul campo di un Crotone già dato per spacciato che però, a questo punto, riapre a tutti gli effetti la corsa salvezza.

Se a ciò aggiungiamo anche la battuta d’arresto dell’Atalanta di Gasperini che, nel pomeriggio di ieri, non è andata oltre il pareggio in casa contro il Sassuolo ed il fatto che il calendario, nelle restanti sette giornate di campionato, metterà di fronte molte delle pretendenti ad un posto in Europa, i dubbi e le perplessità inevitabilmente aumentano…

La corsa all’Europa è a tutti gli effetti riaperta ma, di fronte a quella che assume i tratti dell’ennesima occasione persa, quante chances ha ancora la Fiorentina di agguantare il tanto agognato sesto posto? È difficile da stabilire… Tuttavia, almeno fino a che la matematica non condannerà definitivamente i viola, l’imperativo è quello di provarci. Provarci, appunto, con l’obbligo di evitare ulteriori battute d’arresto, di non lasciare altri punti per strada e di non perdere più occasioni preziose.

Gianmarco Biagioni

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